Ultime Notizie

Documento Ance sul rischio idrogeologico

dissesto idrogeologicoAnce Sicilia ha elaborato un documento sul piano nazionale per la riduzione del rischio idrogeologico partendo dall’analisi della situazione attuale, elencando i finanziamenti provenienti da fonti nazionali e comunitarie (Patto per la Sicilia e PO FESR 2014-2020) e, monitorando il livello di spesa, la pianificazione e programmazione, emerge un esame delle problematiche riscontrate, con le relative proposte per la loro risoluzione.

In allegato, il documento di Ance Sicilia

(altro…)

Detrazioni per lavori condominiali: entro il 28 febbraio la comunicazioni degli amministratori.

bonus-ristrutturazione-casaIn scadenza al 28 febbraio prossimo il termine per la trasmissione, da parte degli amministratori di condominio, dei dati inerenti gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica effettuati su parti comuni condominiali, per le spese sostenute nel 2017.
Tale comunicazione va fatta in attuazione degli obblighi previsti dal DM 1° dicembre 2016. A tal proposito, l’Amministrazione finanziaria con il  Provvedimento n.30383 del 6 febbraio 2018 ha fissato le specifiche tecniche per la trasmissione dei dati relativi alla suddetta comunicazione.
Si ricorda che, il Decreto del MEF sopra citato, all’art. 2, ha previsto l’obbligo di trasmissione all’Agenzia delle Entrate, da parte degli amministratori di condominio, di una comunicazione contenente i dati relativi alle spese sostenute nell’anno precedente dal condominio, con riferimento agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e riqualificazione energetica su parti comuni condominiali, nonché l’acquisto di mobili ed elettrodomestici destinati ad arredare tali spazi.
Tale comunicazione, necessaria ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, deve essere inviata entro il 28 febbraio di ciascun anno e deve indicare le quote di spesa imputate ad ogni singolo condomino.
Il recente Provvedimento del 6 febbraio 2018 ha fissato le specifiche tecniche relative alle modalità di compilazione della comunicazione (da effettuarsi tramite il servizio telematico Entratel o Fisconline[1]), introducendo alcune novità rispetto allo scorso anno[2].
In merito alla tipologia delle comunicazioni, (negli Allegati al Provvedimento), viene precisato, tra l’altro, che vi sono tre tipologie di invii:
  • comunicazione ordinaria: con cui si inviano i dati richiesti dall’amministrazione finanziaria, relativi al periodo di riferimento indicato;
  • comunicazione sostitutiva: con cui si sostituisce completamente una comunicazione ordinaria o sostitutiva precedentemente inviata e acquisita con esito positivo dal sistema. A tal proposito l’Agenzia ricorda che con questo tipo di comunicazione viene effettuata una sostituzione integrale dei dati precedentemente comunicati;
  • annullamento: con cui si annulla una comunicazione ordinaria o sostitutiva precedentemente trasmessa.
Per quanto riguarda la compilazione della comunicazione contenente i dati relativi agli interventi su parti comuni del condominio, viene precisato che le spese riportate in dichiarazione,e che si riferiscono all’unità immobiliare, includono anche quelle sostenute per le pertinenze. In tal caso nella comunicazione non vanno riportati i dati identificativi delle pertinenze.
A proposito della cessione del credito da “Ecobonus e Sismabonus condomini”[3], la comunicazione di quest’anno prevede due sezioni dedicate alle ipotesi in cui, nel corso del 2017, uno o più condomini abbiano ceduto il credito corrispondente alla detrazione d’imposta. In queste sezioni andranno indicati i dati del cessionario (nome, cognome o denominazione e codice fiscale del cessionario) l’importo del credito ceduto e l’accettazione del credito ceduto.
Si ricorda, inoltre, che il mancato invio di tali comunicazioni da parte dell’amministratore[4] rende inefficace la cessione del credito.


[1] Gli enti possono avvalersi anche degli intermediari abilitati (D.P.R. n. 322/1998, articolo 3, commi 2-bis e 3).
[2] Cfr. Ance “Detrazioni fiscali per lavori condominiali – Il Provvedimento dell’AdE” – circolare ance 06-02-2017 detrazioni lavori condominiali
[3] Cfr. Ance “Sismabonus e Ecobonus – Guida operativa alla cessione del credito” – Guida operativa cessione credito ecobonus e sismabonus luglio 2017.
[4] Cfr. I Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate n. 108572 dell’8 giugno 2017 per il “Sismabonus condomini” ed il n. 165110 del 28 agosto 2017 per l’ “Ecobonus condomini”. Sul punto, anche ANCE “Sismabonus e Ecobonus – Provvedimenti AdE sulla cessione del credito d’imposta” – circolare ance 09-06-2017 cessione credito imposta ID N. 28911 e “Ecobonus condomini – Le nuove regole della cessione del credito” – circolare ance 29-08-2017 regole cessione credito imposta.

Protezione civile: in vigore il nuovo codice

Protezione-civileDal 6 febbraio u.s. è in vigore il nuovo codice della Protezione Civile, contenuto nel decreto legislativo n. 1 del 2 gennaio 2018.
Il decreto in questione è frutto dell’attuazione della delega conferita al Governo con la legge n. 30 del 2017, “per il riordino delle disposizioni legislative in materia di sistema nazionale della protezione civile, mediante l’adozione, entro nove mesi, uno o più decreti legislativi di ricognizione, riordino, coordinamento, modifica e integrazione delle disposizioni legislative vigenti che disciplinano il Servizio nazionale della protezione civile e le relative funzioni, in base ai princìpi di leale collaborazione e di sussidiarietà e nel rispetto dei princìpi e delle norme della Costituzione e dell’ordinamento dell’Unione europea”.

(altro…)

Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni – Febbraio 2018

copertina Osservatorio congiunturale Ance febbraio 2018Il 2017 è stato per le costruzioni un anno di grande delusione, nel quale erano state riposte molte aspettative sul tanto atteso cambio di segno per il settore, dopo una lunga e profonda crisi. Il risultato è stato di un ulteriore lieve calo dei livelli produttivi (-0,1%), con una perdita complessiva dall’inizio della crisi del 36,5%.
Su tale dinamica incide, in modo preponderante, il dato ancora fortemente negativo delle opere pubbliche, comparto che invece avrebbe dovuto trainare la ripresa degli investimenti in costruzioni, date le importati misure di rilancio per le infrastrutture previste dal Governo già nella Legge di Bilancio del 2017.
Queste misure, tuttavia, non hanno decisamente prodotto gli effetti sperati, a causa dell’incapacità di tradurre in cantieri le risorse disponibili e per l’inefficienza nelle procedure di spesa da parte della Pubblica Amministrazione.
Il 2018 potrebbe davvero rappresentare l’anno di svolta per il settore delle costruzioni. La previsione Ance è di un aumento degli investimenti in costruzioni del 2,4% su base annua.
Questo nuovo trend sarà guidato dal prolungamento della crescita del comparto della riqualificazione del patrimonio abitativo, dall’importante e atteso cambio di segno nelle opere pubbliche – dopo oltre un decennio di forti cali – e dall’auspicato recupero dei livelli produttivi nella nuova edilizia abitativa.
A ciò si aggiunga il consolidarsi della ripresa del comparto non residenziale privato.
In allegato sono disponibili, la versione integrale dell’Osservatorio Congiunturale sull’Industria delle Costruzioni, la Nota di sintesi, le slides di presentazione e la scheda stampa

Emanate le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni

ministero-delle-infrastrutture-e-dei-trasportiÈ stato pubblicato sul Supplemento Ordinario n° 8 alla Gazzetta Ufficiale n° 42 del 20 febbraio 2018 il decreto del Ministro delle infrastrutture del 17 gennaio 2018 “Aggiornamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni”.

Le nuove norme tecniche, che vanno ad aggiornare quelle del 14 gennaio 2008, entrano in vigore il 22 marzo prossimo, 30 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, con alcune eccezioni previste dalle disposizioni transitorie di cui all’art. 2 del decreto stesso.

È previsto, infatti, che per le opere pubbliche o di pubblica utilità in corso di esecuzione, si possono continuare ad applicare le norme previgenti fino al termine lavori ed al collaudo statico degli stessi, nel caso di contratti pubblici di lavori già affidati, nonché per i progetti definitivi o esecutivi già affidati prima dell’entrata in vigore delle nuove Norme tecniche delle costruzioni.

Per le opere private, si possono continuare ad applicare le norme previgenti fino all’ultimazione dei lavori ed al collaudo statico degli stessi, nel caso di opere strutturali in corso di esecuzione o per le quali sia già stato depositato il progetto esecutivo prima dell’entrata in vigore delle nuove NTC.

Le principali novità contenute nell’aggiornamento delle NTC

L’ottica di rivisitazione è stata improntata a chiarire alcune parti delle norme del 2008, ad aggiornare i riferimenti alle più recenti edizioni delle norme Uni/En, a dare una maggiore integrazione con la normativa comunitaria e con gli Eurocodici che costituiscono lo standard europeo per la progettazione delle strutture, a fornire maggiori indicazioni, in termini di verifiche progettuali da svolgere, per gli elementi secondari e per quelli non strutturali, a puntare ad aumentare la sicurezza delle costruzioni esistenti.

Proprio su tale aspetto, al capitolo 8, le nuove NTC introducono una importante novità soprattutto sul tema del “miglioramento sismico” degli edifici esistenti, prevedendo per questi edifici dei livelli di sicurezza più bassi rispetto a quelli dei nuovi edifici, accettando un miglioramento che arrivi almeno al 60% del valore di sicurezza che compete ad un nuovo edificio, nel caso costruzioni di Classe d’uso III ad uso scolastico e di Classe d’uso IV (Costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche importanti). Per Classi d’uso II e III (ad esclusione delle scuole di cui sopra), gli interventi di miglioramento dovranno comunque conseguire un valore di sicurezza almeno pari al 10% di quello previsto per le nuove costruzioni.

Anche nel caso di interventi di “adeguamento sismico” le nuove NTC apportano novità prevedendo, per alcune situazioni, che il coefficiente di sicurezza da conseguire post intervento non sia pari a quello che avrebbe una nuova costruzione ma che raggiunga almeno l’80% di tale valore.

Le novità apportate alla normativa sono importanti. In pratica c’è stato un cambio di impostazione rispetto alle precedenti norme, accettando che per le costruzioni esistenti su cui si interviene si possano richiedere livelli di sicurezza minori di quelli richiesti alle nuove costruzioni.

Anche il Capitolo 11, Materiali e prodotti per uso strutturale, presenta importanti novità legate agli aggiornamenti dei riferimenti in merito alla marcatura CE dei prodotti da costruzione in base al Regolamento UE n. 305/2011.

Per quanto riguarda il calcestruzzo, è stata aggiunta la parte relativa al calcestruzzo fibrorinforzato (FRC) per la realizzazione di elementi strutturali.

Dopo l’emanazione del decreto, si attendono altri due documenti tecnici necessari ad una corretta e completa applicazione della normativa: la circolare applicativa con le Istruzioni sulle NTC 2018 e le Appendici nazionali agli Eurocodici 2018.

A fronte di un quadro normativo così aggiornato, risulta indispensabile aggiornare la parte regolamentare contenuta nel DPR 380 del 2001, non più in linea con le necessità di velocizzazione e di certezza dei tempi di autorizzazione per le costruzioni in zona sismica.

Decreto norme tecniche costruzioni 17-01-2018

180221_Nota

Rapporto UE sulla finanza sostenibile

copertina-sustainable-finance-final-report_enL’High-Level Expert Group sulla finanza sostenibile ha presentato, il 31 gennaio scorso, una serie di raccomandazioni per la creazione di un sistema finanziario che supporti gli investimenti sostenibili.

Il rapporto propone di chiarire cosa è un investimento sostenibile; chiarire i doveri degli investitori per il raggiungimento di un sistema finanziario più sostenibile; migliorare la trasparenza delle istituzioni finanziarie e delle imprese sul modo in cui la sostenibilità è presa in considerazione nei loro processi decisionali; promuovere un marchio UE per identificare i fondi di investimento verdi; includere la sostenibilità nel mandato delle Autorità europee di supervisione delle istituzioni finanziarie; uno standard europeo per i green bond.

Il rapporto dell’High-Level Expert Group sulla finanza sostenibile costituirà la base per il Piano d’azione della Commissione sulla finanza sostenibile, che sarà presentato nelle prossime settimane.

Il rapporto e il Piano d’azione saranno discussi in una conferenza che avrà luogo il 22 marzo a Bruxelles.

EeMAP (Energy Efficiency Mortgage Action Plan) Mutui per efficenza energetica

EeMAP-logoLa European Mortgage Federation sta sviluppando un “mutuo efficiente dal punto di vista energetico”, che consentirebbe una correlazione tra il miglioramento dell’efficienza e la minore probabilità di insolvenza dei mutuatari.

Si basa sull’iniziativa EeMAP (Energy Efficiency Mortgage Action Plan).

L’iniziativa EeMAP ha per obiettivo di creare dei mutui standard per incentivare, attraverso tassi di interesse agevolati, le ristrutturazioni volte a migliorare l’efficienza energetica degli edifici o l’acquisto di alloggi già efficienti dal punto di vista energetico.

Il meccanismo si basa su due presupposti: il miglioramento dell’efficienza energetica dell’immobile ha un impatto positivo sul valore della proprietà; i beneficiari del mutuo hanno una minore probabilità di insolvenza in quanto il consumatore ha un maggior reddito disponibile, derivante dal risparmio ottenuto sulle bollette energetiche.

Consultazioni pubbliche Commissione UE su argomenti di interesse del settore costruzioni

logo commissione ueConsultazioni pubbliche sui futuri programmi finanziari dell’UE

La Commissione europea ha lanciato una serie di consultazioni pubbliche, in vista della pubblicazione, nella prossima primavera, delle proposte relative ai futuri programmi finanziari nell’ambito del quadro finanziario pluriennale post-2020, il bilancio dell’UE che dovrebbe coprire il periodo 2021-2027.

Le proposte della Commissione saranno concepite con l’obiettivo di consentire all’UE di concentrarsi su un numero limitato di settori prioritari, in cui il suo intervento può risultare più efficace rispetto all’azione dei singoli Stati membri.

Le consultazioni pubbliche coprono l’intero spettro dei futuri finanziamenti dell’UE nei seguenti settori: coesione (fondi strutturali); infrastrutture strategiche; investimenti, ricerca e innovazione, PMI e mercato unico; migrazione; sicurezza; valori e mobilità.

La data di scadenza per rispondere alle consultazioni è l’8 marzo 2018.

Si forniscono di seguito i link per accedere ai questionari online relativi alle consultazioni di interesse del settore delle costruzioni:

Consultazione pubblica sui Fondi dell’UE nel settore della coesione;

Consultazione pubblica sui Fondi dell’UE nel settore delle infrastrutture strategiche;

Consultazione pubblica sui Fondi dell’UE nel settore relativo a investimenti, ricerca e innovazione, PMI e mercato unico

Consultazione pubblica sulle regole dell’UE per i prodotti utilizzati nella costruzione di edifici e nelle opere infrastrutturali

E’ in corso, da parte della Commissione, la valutazione di un’eventuale iniziativa dell’UE volta a modificare il Regolamento (UE) n. 305/2011 che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione (CPR).

Lo scopo del regolamento è quello di migliorare il funzionamento del mercato unico per i prodotti utilizzati nelle costruzioni. A tal fine, il regolamento prevede norme per valutare la prestazione dei prodotti da costruzione e comunicare i risultati della valutazione, mediante un linguaggio tecnico comune (norme europee armonizzate e documenti europei di valutazione) da utilizzare in tutta l’UE. I prodotti da costruzione conformi alle norme del CPR recano la marcatura CE. I paesi dell’UE sono liberi di stabilire norme per la progettazione e la sicurezza degli edifici e delle opere infrastrutturali, a condizione di utilizzare a tal fine il linguaggio tecnico comune del CPR per i prodotti con la marcatura CE. Lo scopo è quello di garantire la disponibilità di informazioni affidabili e comparabili sulle prestazioni dei prodotti da costruzione di fabbricanti di paesi diversi, in modo da evitare l’esclusione dai mercati nazionali di alcuni prodotti perché le loro prestazioni sono state analizzate in un altro paese.

Per rispondere alla consultazione compilare il questionario online entro il 16 aprile 2018.

Consultazione pubblica sulla definizione di PMI

La definizione di PMI fornita nella raccomandazione 2003/361/CE è lo strumento per individuare le imprese autorizzate a ricevere un trattamento preferenziale in termini di sostegno pubblico. E’ uno strumento ampiamente utilizzato in politiche dell’UE quali quelle sulla concorrenza (aiuti di Stato), i fondi strutturali e la ricerca e l’innovazione. La definizione di PMI è anche determinante per accedere ad alcune esenzioni amministrative e a tariffe ridotte. La Commissione sta attualmente preparando una valutazione e un’eventuale revisione di alcuni aspetti della definizione di PMI.

La consultazione pubblica permetterà alle parti interessate di esporre le loro osservazioni tramite la compilazione del questionario online entro il 6 maggio 2018.

Ance: ecco il Manifesto politico della filiera per rilanciare il settore

lavoro-cantiere-costruzioni-casa-edilizia-edileMettere le costruzioni al centro delle politiche per la crescita significa creare occupazione, recuperando i 600 mila posti di lavoro persi negli anni di crisi, e accelerare la ripresa economica. A chiederlo sono le sigle datoriali della filiera delle costruzioni insieme ai professionisti e alle società di ingegneria che hanno firmato il Manifesto per le elezioni politiche del 2018.

Ance, Legacoop produzione e servizi, Anaepa Confartigianato edilizia, Cna Costruzioni, Fiae Casartigiani, Claai, Aniem, Confapi Aniem, Oice e al Consiglio nazionale degli ingegneri, hanno stilato un elenco di priorità e di interventi necessari per ridare slancio a un settore in grado di far crescere l’Italia di un mezzo punto percentuale in più all’anno.

Dieci i temi strategici che la politica deve affrontare per far ripartire il settore. Si parte dal rilancio delle infrastrutture, con l’eliminazione di tutti gli ostacoli che bloccano la trasformazione degli stanziamenti in cantieri con un focus sui tanti, troppi oneri burocratici che impediscono alle imprese di operare. Forte, poi è l’appello a rivedere il Codice degli appalti, che dopo quasi due anni dall’entrata in vigore non è riuscito a imprimere il tanto atteso cambio di passo e sembra anzi aver tradito lo spirito della legge delega frenando un settore che era già in grandi difficoltà a causa della crisi del mercato.

Un ampio capitolo è dedicato anche al tema della sostenibilità, dell’economia circolare e della rigenerazione urbana, considerate le vere sfide per il futuro del Paese. Diversi sono, in particolare, gli interventi necessari per favorire il recupero delle aree degradate e incentivare la riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano, ormai vecchio e insicuro. Obiettivo, quest’ultimo che può essere raggiunto solo attraverso un uso intelligente della leva fiscale.

Centrale anche il tema del lavoro, il cui costo per l’edilizia è più alto di tutti gli altri settori industriali a parità di prestazioni, e quello della sicurezza dei lavoratori nei cantieri. Quello che la filiera chiede è di dare avvio a una vera e propria politica industriale di settore con misure che favoriscano l’accesso al credito delle imprese di costruzione, qualifichino gli operatori e consentano al settore di innovarsi sfruttando al meglio i nuovi strumenti messi in campo. Non senza un richiamo al rispetto della legalità, che deve avvenire nei fatti e non solo sulla carta.

“Se il Paese vuole veramente tornare a crescere e si vuole creare occupazione sul territorio in modo stabile la politica e chi sarà chiamato a governare nei prossimi anni ci deve ascoltare e tradurre in provvedimenti operativi le nostre proposte”, conclude il presidente dell’Ance, Gabriele Buia.

Assegnati a Messina 25,3 milioni di euro, fino al 2023, per le strade provinciali

immagine strada 2Sta per essere firmato  il decreto del Ministero Infrastrutture che assegna 1.620 milioni di euro in sei anni (2018-2023) per «programmi straordinari di manutenzione della rete viaria di province e città metropolitane».

I fondi e il programma sono stati previsti dal comma 1076 della Legge di Bilancio 2018, e prevedono una spesa di 120 milioni di euro per quest’anno, con successive 5 tranche da 300 milioni dal 2019 al 2023.

Si tratta di importanti risorse per la manutenzione straordinaria delle strade, aspetto trascurato dopo l’abolizione delle province. Il Decreto stabilisce che le risorse non potranno essere utilizzate per realizzare nuove tratte stradali oppure opere fuori dall’ambito stradale, ma solo per interventi di progettazione e di adeguamento normativo, miglioramento della sicurezza, percorsi per la tutela di utenti deboli, salvaguardia pubblica incolumità, riduzione dell’inquinamento ambientale, riduzione del rischio da trasporti soprattutto quelli eccezionali, incremento della durabilità e riduzione dei costi, anche grazie alla programmazione pluriennale.

Per la ripartizione delle risorse sono stati applicati i criteri di consistenza della rete viaria (estensione chilometrica e numero dei veicoli), del tasso di incidentalità, della vulnerabilità rispetto a fenomeni di dissesto idrogeologico, cui sono stati attribuiti specifici parametri.

Il monitoraggio sarà effettuato dalla Struttura Tecnica di Missione del Ministero, tramite una specifica piattaforma informatica. La quota prevista per il Sud è pari al 38%, ossia una percentuale superiore al minimo di 34% delle risorse ordinarie per investimenti, fissato dalla legge di conversione del febbraio 2017.

Ripartiti su 107 Province le cifre non sono enormi: si va – in sei anni – dal minimo di 6 milioni di euro per Lodi e Prato al massimo di 54 della Provincia di Roma (la ripartizione completa su Edilizia e Territorio on line), con la maggior parte delle province che ottengono cifre oscillanti tra 15 e 25 milioni (in sei anni).

Alla provincia di Messina sono stati destinati 25,3 milioni di euro, che potranno riavviare, seppur in un periodo lungo come sei anni, la spesa da destinare alla vasta rete viaria del territorio.

In allegato, il testo del DM

Schema DM STRADE 16