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Nuovo richiamo della Commissione sull’incompatibilità del codice appalti con la direttiva Pagamenti

europeancommissionIl 7 giugno scorso, la Commissione europea ha inviato un parere motivato all’Italia sul tema dei pagamenti della pubblica amministrazione. Si tratta della seconda fase della procedura di infrazione, dopo l’invio della lettera di messa in mora del luglio 2017.

Nella decisione della commissione, viene ribadita l’incompatibilità, a suo tempo segnalata dall’Ance, dell’articolo 113-bis del codice appalti con la direttiva 2011/7/UE (Direttiva Pagamenti). Il codice, infatti, estende sistematicamente i tempi di gestione del pagamento degli stati di avanzamento lavori negli appalti pubblici, oltre i limiti stabiliti dall’Ue.

La disposizione, si legge nel comunicato stampa della Commissione, “si configura come una violazione della direttiva sui ritardi di pagamento.

La direttiva dispone che le autorità pubbliche debbano eseguire i pagamenti non oltre 30 o 60 giorni dalla data di ricevimento della fattura o, se del caso, al termine della procedura di verifica della corretta prestazione dei servizi”. L’Italia dispone ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’UE.

Fondi strutturali Europei: presentate le nuove proposte per il periodo 2021-2027

Pagine da budget-may2018-new-framework-glance_enIl 29 maggio scorso, la Commissione europea ha presentato le nuove proposte di regolamenti degli strumenti di finanziamento della politica di coesione che, con una dotazione di 373 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, continuerà a rappresentare una delle principali politiche di investimenti dell’UE e a riguardare tutte le regioni d’Europa.

Tre categorie di regioni saranno infatti previste: regioni meno sviluppate, regioni in transizione e regioni più sviluppate.

Il PIL pro capite resterà il criterio predominante per l’assegnazione dei fondi, ma nuovi criteri riguarderanno disoccupazione giovanile, istruzione, livello di istruzione, cambiamenti climatici e anche accoglienza e integrazione dei migranti.

Le regioni in ritardo di sviluppo continueranno a beneficiare di un considerevole sostegno. Secondo primi calcoli, l’Italia potrebbe beneficiare di maggiori risorse rispetto al precedente periodo di programmazione (2014-2020), con oltre 43 miliardi di euro (prezzi correnti).

La proposta della Commissione europea prevede inoltre una forte semplificazione delle regole di utilizzo dei fondi con un unico corpus normativo che riguarderà 7 fondi dell’UE (tra cui il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale).

Verranno comunque introdotte disposizioni che tengano conto delle specificità dei singoli fondi.

Saranno 5 le priorità di investimento che verranno denominate “Obiettivi strategici” (contro 11 Obiettivi tematici per il periodo 2014-2020):

  • “Un’Europa più intelligente (innovazione, tecnologie digitali, sostegno alle PMI, modernizzazione industriale);
  • “Un’Europa più verde e a zero emissioni di carbonio” (Transizione energetica, economia circolare, energie rinnovabili, efficienza energetica, lotta contro i cambiamenti climatici);
  • “Un’Europa più connessa” (reti infrastrutturali di trasporto e banda larga e ultra larga);
  • Un’Europa più sociale” (solco europeo dei diritti sociali, educazione, occupazione, competenze, inclusione sociale) 
  • “Un’Europa più vicina ai cittadini” (strategie di sviluppo urbano sostenibile e strategie di sviluppo guidate a livello locale).

Per i Paesi con PIL pro capite superiore alla media europea, come l’Italia, è previsto l’obbligo di utilizzare almeno l’85% delle risorse per le prime due priorità (di cui almeno il 60% alla prima).

Inoltre, le autorità competenti a livello locale, urbano e territoriale saranno maggiormente coinvolte nella gestione dei fondi dell’UE e almeno il 6% della dotazione del Fondo europeo di sviluppo regionale sarà destinato ad investimenti per lo sviluppo urbano sostenibile.

Sarà inoltre reintrodotta l’iniziativa europea Urban, incentrata sulle priorità tematiche dell’Agenda urbana per l’UE.

Saranno possibili collegamenti più efficienti con altri strumenti di bilancio dell’UE quali il programma per l’innovazione, Orizzonte Europa, lo strumento dell’UE per la mobilità e l’apprendimento, Erasmus+, e il programma per l’ambiente e per il clima, LIFE.

Gli Stati membri potranno anche scegliere di trasferire parte delle risorse della politica di coesione al programma InvestEU (il nuovo Piano Juncker per gli investimenti).

Sarà introdotta maggiore flessibilità per far fronte agli imprevisti. Un riesame intermedio consentirà di modificare i programmi per gli ultimi due anni del periodo di finanziamento e di trasferire risorse limitate ad altri programmi finanziari dell’UE. La Commissione propone, infine, un rafforzamento del collegamento tra la politica di coesione e il semestre europeo per stimolare e sostenere le riforme strutturali necessaire per la crescita e l’attività imprenditoriale.

Fondimpresa Avviso n. 4/2017 – Incremento delle risorse e proroga dei termini

Copertina avviso 4-2017 FondimpresaIl Cda di Fondimpresa ha diramato una nota contenente le deliberazioni adottate il 14 marzo scorso in ordine all’Avviso n. 4/2017 sulla competitività delle aziende.

Con riferimento all’ambito II – Settoriale, di reti e di filiere produttive, prima scadenza, è stato stabilito l’incremento dell’ammontare delle risorse stanziate, a valere sulle risorse del Conto di Sistema, di ulteriori euro 15.047.916,73;

Riguardo all’ambito II – Settoriale, di reti e di filiere produttive e all’ambito I – Territoriale, seconda scadenza, è stata decisa la proroga dei termini per la presentazione delle relative domande di finanziamento che, a pena di inammissibilità, dovranno pervenire:

  • per l’ambito II – Settoriale, di reti e di filiere produttive, a decorrere dalle ore 9.00 del 7 maggio 2018 fino alle ore 13.00 del 4 giugno 2018;
  • per l’ambito I – Territoriale, a decorrere dalle ore 9.00 dell’11 giugno 2018 fino alle ore 13.00 del 1° luglio 2018.

In allegato, la nota di Fondimpresa

Nota fondimpresa avviso 4-2017

Ristrutturazioni edilizie – Nuova guida dell’Agenzia delle Entrate

copertina guida fiscale ristrutturazioni edilizie febbraio 2018L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato, sul proprio sito internet, l’aggiornamento della Guida sulle Ristrutturazioni edilizie, a seguito della proroga per tutto il 2018 della detrazione IRPEF del 50% per le ristrutturazioni edilizie, disposta dall’ultima legge di Bilancio.
La Guida «Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali» (febbraio 2018) dell’Agenzia delle Entrate si sofferma sulla proroga della detrazione IRPEF per le ristrutturazioni edilizie[1]prevista dalla legge n. 205/2017 (cd. “Bilancio 2018”) che, quindi, si applicherà ancora nella misura del 50% per le spese sostenute sino al 31 dicembre 2018, entro il limite massimo di 96.000 euro.
La proroga a tutto il 2018 riguarda anche:
  • la detrazione del 50% per l’acquisto di abitazioni facenti parte di edifici interamente ristrutturati da imprese (detrazione da applicare sul 25% del prezzo d’acquisto, sempre nel massimo di 96.000 euro).
  • la detrazione del 50% per l’acquisto o realizzazione di box pertinenti alle abitazioni.
Per quanto riguarda la disciplina del beneficio, in sostanza, la Guida conferma quanto già precisato nella Guida aggiornata al 22 settembre 2017[2], salvo alcune novità riguardanti l’inclusione degli IACP tra i soggetti beneficiari e alcuni adempimenti da effettuare nei confronti dell’ENEA.
In particolare, in relazione ai soggetti beneficiari della detrazione per lavori di ristrutturazione delle singole unità abitative, viene precisato che dal 2018 le detrazioni per interventi di ristrutturazione edilizia, inclusi quelli per l’adozione di misure antisismiche,  spettano anche:
  • agli Istituti autonomi per le case popolari;
  • agli enti che hanno le stesse finalità sociali dei predetti istituti; tali enti devono essere stati costituiti, e già operanti alla data del 31 dicembre 2013, nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di in house providing;
  • alle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.
Nessuna novità, invece, per quanto riguarda gli interventi agevolati. Va segnalato che, riguardo, in particolare, alla detrazione per interventi di adozione di misure antisismiche, il cd. Sismabonus, la Guida ricorda che sono previste detrazioni più elevate, che possono arrivare fino all’85% ed essere usufruite fino al 31 dicembre 2021. A tal riguardo l’Agenzia preannuncia la pubblicazione di un’apposita guida.
Per quanto riguarda gli adempimenti necessari per fruire della detrazione per le ristrutturazioni ediliziesi segnala il nuovo obbligo, introdotto dalla legge di Bilancio 2018, di trasmettere all’Enea le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici.
Tale adempimento viene introdotto, come precisato dalla Agenzia delle Entrate, al fine di operare un monitoraggio del risparmio energetico ottenuto con la realizzazione degli interventi.
La Guida si sofferma, inoltre, sull’IVA ridotta al 10% per gli interventi di recupero delle abitazioni e per l’acquisto e posa in opera dei cd. “beni significativi”[3].
Con riguardo a quest’ultimo punto, si segnala, che la legge di Bilancio 2018 ha introdotto una norma di interpretazione autentica dell’art.7, co.1, lett. b) della legge 448/1999 che disciplina l’applicazione dell’aliquota IVA ridotta al 10% per le forniture dei beni significativi nell’ambito di interventi di recupero realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata.
Come noto, sul valore di tali beni, l’IVA al 10% si applica solo sino a concorrenza del valore della prestazione (manodopera più materie prime), mentre sulla differenza si applica l’aliquota IVA ordinaria del 22%.
L’interpretazione fornita dalla legge di Bilancio 2018 e ripresa dall’Ade nella Guida, è finalizzata a individuare correttamente il valore dei beni significativi, quando con l’intervento vengono fornite anche componenti e parti staccate di tali beni. La determinazione di questo valore dipende infatti, dall’autonomia funzionale delle parti rispetto al bene principale.
In tal senso, la Guida richiama la Circolare 12/E del 2016[4] e precisa che le parti staccate o le componenti del bene significativo che godono di una propria autonomia funzionale non confluiscono nel valore del bene, ma in quello della prestazione e sono assoggettate ad aliquota IVA ridotta del 10%. Mentre le componenti che costituiscono parte integrante del bene e concorrono alla sua normale funzionalità, devono confluire nel valore del bene stesso.

Si ricorda, che la stessa legge di Bilancio ha previsto che la fattura emessa da chi realizza l’intervento deve specificare, oltre all’oggetto della prestazione, anche il valore dei “beni significativi” forniti con lo stesso intervento.


[1] Cfr. Ance “Legge di Bilancio 2018 – Focus fiscale” – circolare ance 26-01-2018 focus fiscale .
[2] Cfr. Ance “Ristrutturazioni edilizie e “bonus mobili” – Nuova guida dell’Agenzia delle Entrate” – circolare ance 14-03-2017 
[3] Tali beni sono specificatamente stati individuati dal D.M. 29 dicembre 1999 e sono: ascensori e montacarichi, infissi esterni e interni, caldaie, video citofoni, apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria, sanitari e rubinetteria da bagni, impianti di sicurezza.
[4] Cfr. Ance “Il “Pacchetto casa” della Stabilità 2016 – Chiarimenti ufficiali dell’AdE”- circolare ance 11-04-2016

Condhotel: il DPCM 13/2018 in dettaglio

condhotel_htdIl Dpcm 13/2018 – in vigore dal 21 marzo prossimo – disciplina per la prima volta i condhotel ossia una nuova forma di ospitalità ricettiva che intende coniugare, in un contesto immobiliare e funzionale unitario, l’attività alberghiera con la residenza.
Nonostante l’obiettivo di diversificare l’offerta turistica e favorire gli investimenti volti alla riqualificazione degli esercizi alberghieri esistenti, la normativa del Dpcm – emanato in attuazione della delega prevista dall’art. 31 del dl 133/2014 cd. sblocca italia – si discosta in diversi punti dalla norma primaria, ponendo condizioni e restrizioni all’esercizio dei condhotel che ne limitano le potenzialità.
Di seguito, l’analisi dettagliata dei principali articoli della nuova normativa.

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Manuale per l’introduzione del BIM da parte della domanda pubblica in Europa

copertina manuale ue BIM GROW-2017-01356-00-00-IT-TRA-00E’ disponibile ora la versione in italiano del manuale redatto dal Gruppo di lavoro europeo sul BIM (EU BIM Task Group), con il supporto della Commissione europea. L’iniziativa nasce dal sempre maggiore utilizzo del BIM da parte del settore pubblico e dal fatto che le direttive “appalti pubblici” ne incoraggiano l’utilizzo per i lavori pubblici. Secondo alcune stime, infatti, l’uso sistematico del BIM in Europa potrebbe comportare risparmi del 10% per il settore delle costruzioni, vale a dire per 130 miliardi di euro.

Il documento, che non rappresenta una guida alla tecnologia del BIM, intende incoraggiare l’uso di standard e principi comuni e promuovere una coerente introduzione del BIM nell’Ue. Si tratta quindi di un manuale rivolto agli attori pubblici europei.

Il documento sottolinea che le politiche pubbliche e gli appalti pubblici rappresentano strumenti importanti per supportare l’utilizzo dello strumento nel settore delle costruzioni. Se l’intervento pubblico è essenziale, la trasformazione digitale non può avvenire senza la collaborazione del settore privato. Un’attenzione particolare deve inoltre essere attribuita ai nuovi modelli commerciali, all’istruzione, allo sviluppo di competenze e alle PMI. Il documento evidenzia infine che le strategie di successo nell’utilizzo del BIM sono caratterizzate da un’introduzione graduale.

Verso una strategia digitale inclusiva per il settore delle costruzioni

slide convegno bim ueSi è svolto il 22 febbraio, nel quadro dell’iniziativa “EU Industry Day 2018” il seminario sulla digitalizzazione del settore delle costruzioni dal titolo “Construction – towards an inclusive digital strategy”.

L’evento ha visto la partecipazione della Commissione europea e della filiera del settore delle costruzioni, tra cui la FIEC. Secondo lo studio McKinsey “Reinventing Construction: a Route to higher Productivity”, il settore delle costruzioni presenta uno dei più alti gap di produttività tra i settori industriali.

La Commissione Europea, che ha lanciato l’iniziativa sulla digitalizzazione dell’industria europea, ritiene non più prorogabile un intervento per colmare tale gap.

Secondo la Commissione, la digitalizzazione del settore delle costruzioni porterebbe infatti ad un aumento della produttività del 50-60% rispetto ai livelli attuali.

Il settore delle costruzioni è, inoltre, ritenuto fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di molte politiche europee, quali la lotta al cambiamento climatico, l’economia circolare, l’efficienza energetica, la gestione efficiente delle risorse naturali. Il costo di costruzione e la qualità dei lavori hanno un impatto importante sulla qualità della vita dei cittadini.

La digitalizzazione del settore, tramite il BIM (Building information modelling), e le altre tecnologie, quali la robotica, i droni, la realtà aumentata, la stampa in 3D, le immagini via satellite, l’Internet of things, i materiali smart, comportano un nuovo modello di organizzazione e di business. Un impulso all’utilizzo delle nuove tecnologie può essere dato dagli appalti pubblici e la Commissione stimolerà molto gli Stati membri in questo senso.

La Commissione sta anche lavorando a uno studio con delle raccomandazioni per supportare la digitalizzazione delle PMI e alla standardizzazione del BIM in Europa. Il 26 luglio sarà, inoltre, lanciato un bando con un budget di 1 milione di euro per la definizione dell’architettura di riferimento di una piattaforma digitale europea per il settore delle costruzioni che dovrebbe, nella futura programmazione finanziaria dell’Ue, beneficiare di maggiori risorse finanziare per la sua realizzazione. La Commissione europea ha invitato i partner industriali presenti a costituire un partenariato per la partecipazione al bando. La Commissione attribuisce una grande importanza alla costituzione di piattaforme digitali, fondamentali per raggruppare tutte le esperienze nazionali a livello europeo, e per costituire “porte d’accesso a mercati sfaccettati che generano valore consentendo le interazioni tra diversi gruppi di soggetti economici”.

Per questo continuerà a supportare la collaborazione degli stakeholder del settore. In questo senso, la FIEC e gli attori della filiera hanno diffuso un comunicato stampa ( CECE_PR_22-02-2018_Digital_Construction_Seminar ) per sottolineare che sono pronti a raccogliere la sfida del digitale.

Guida Ue per la corretta gestione delle procedure di gara negli appalti pubblici

cover guidance_public_procurement_2018_enIl 13 febbraio scorso, la Commissione europea ha pubblicato una guida per aiutare le amministrazioni nazionali, regionali e locali che gestiscono e/o utilizzano i fondi strutturali e di investimento europei nella gestione delle procedure legate agli appalti pubblici.

La gestione trasparente degli appalti finanziati con fondi UE fa parte delle priorità della Commissione europea, al fine di evitare errori nelle procedure d’appalto e tutelare quindi il corretto uso delle risorse europee.

Al momento la guida è disponibile solo in inglese, ma ne è prevista la traduzione in tutte le lingue ufficiali dell’Unione entro il mese di aprile 2018.

Il documento affronta tutte le fasi della procedura: dalla preparazione e dalla pubblicazione dei bandi alla selezione dei partecipanti, all’aggiudicazione e all’esecuzione del contratto.

Per ogni fase, sono riportati suggerimenti per evitare gli errori più comuni, le buone pratiche e anche delle tabelle sulle condizioni da rispettare per la redazione dei documenti di gara e per il controllo della correttezza degli appalti.

La guida riveste un’importanza per l’Italia che risulta il secondo Paese beneficiario della politica di coesione nel periodo di programmazione 2014-2020.

Tabelle manodopera edile Messina 01-2018

foto operai 2A seguito dell’Accordo nazionale tra le parti sociali dell’edilizia, siglato lo scorso 31/01/2018, la nostra provincia è stata inclusa tra quelle in cui il contributo FNAPE, riscosso tramite la Cassa Edile e versato al Fondo nazionale per l’Anzianità Professionale Edile, è stato portato dal 3% al 2,50%, con effetto retroattivo dal mese di ottobre 2017.

Pertanto, l’allegata tabella dei costi della manodopera edile, elaborata ai fini statistici dalla nostra Associazione Territoriale, riporta tale riduzione dal mese di ottobre 2017.

Ricordiamo che l’articolo 23, comma 16, del Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50 stabilisce che, per i contratti relativi a lavori, servizi e forniture, il costo del lavoro è determinato annualmente, in apposite tabelle, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale tra le organizzazioni sindacali e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali.

Si rileva che il costo del lavoro determinato ai sensi del decreto medesimo è suscettibile di oscillazioni in relazione a benefici (contributivi, fiscali o di altra natura) di cui l’impresa usufruisce ai sensi delle disposizioni vigenti e ad oneri derivanti da interventi relativi a infrastrutture, attrezzature, macchinari e altre misure connesse all’attuazione delle previsioni di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni.

L’ultimo decreto ministeriale, pubblicato il 3 aprile 2017, riporta il costo del lavoro rilevato a maggio 2016.

I nostri uffici sono a disposizione per ulteriori chiarimenti in caso di necessità di utilizzo delle tabelle ministeriali da parte delle imprese.

costi manodopera edile messina 01-2018

Avviso 3.1.1.3 – Investimenti per le imprese. Definiti i termini per le prenotazioni

logo po fesr 2014-2020E’ disponibile sul portale agevolazioni della Regione Sicilia (http://portaleagevolazioni.regione.sicilia.it/sigadipWebPublic/selezioneBandoController.htm) tutta la documentazione relativa all’Avviso 3.1.1_3 - “Aiuti alle imprese esistenti. Procedura valutativa a sportello, Regolamento n.1407/2013 “De Minimis”.

L’avviso, prevede le modalità per l’ottenimento di un’agevolazione finalizzata alla realizzazione di progetti di investimento  in “de minimis” per le imprese esistenti attraverso incentivi diretti finalizzati all’acquisizione di attivi materiali e immateriali.

Le prenotazioni delle domande, pena l’inammissibilità, dovranno essere effettuate avvalendosi del Portale delle agevolazioni reso disponibile all’indirizzo: http://portaleagevolazioni.regione.sicilia.it  esclusivamente a partire dalle ore 14.00 del 27/03/2018 fino alle ore 13.59.59 del 06/04/2018, secondo quanto stabilito dal DDG 249/3S del 22/02/2018. La prenotazione darà luogo al rilascio di un ticket che consentirà di presentare l’istanza.

L’investimento dovrà essere realizzato e localizzato nel territorio regionale siciliano.

La dotazione finanziaria è pari a euro 30.000.000,00.

Gli investimenti potranno essere finalizzati a: ridurre gli impatti ambientali, supportare l’adozione delle tecnologie chiave abilitanti nei processi produttivi coerentemente con la Strategia Regionale dell’Innovazione per la Specializzazione Intelligente; ampliare la gamma di prodotti e servizi offerti focalizzandosi su quelli meno esposti alla concorrenza internazionale; adottare nuovi modelli di produzione o modelli imprenditoriali innovativi; orientare la produzione verso segmenti di più alta qualità; adottare nuovi modelli organizzativi, di gestione e controllo, ad esempio quelli previsti dal decreto legislativo n. 231/2001; attivare relazioni stabili con altre aziende; migliorare i tempi di risposta e di soddisfacimento delle esigenze dei clienti; migliorare la sicurezza delle imprese.

Possono presentare domanda le PMI (le Micro e Piccole Imprese devono essere costituite da almeno 5 anni o se costituite da meno di 5 anni devono avere distribuito utili), in forma singola o associata in RTI/ATS/Consorzio/Rete di imprese, esercitanti un’attività identificata come prevalente, rientrante in uno dei seguenti codici ATECO ISTAT 2007:

B- Estrazione di minerali da cave e miniere;

C-Attività manifatturiere;

D- Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata;

E-Fornitura di acqua, reti fognarie, gestione dei rifiuti e risanamento;

F-Costruzioni;

G-Commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli;

H-Trasporto e magazzinaggio;

I-Attività dei servizi di alloggio e ristorazione;

J-Servizi di informazione e comunicazione;

M-Attività professionali, scientifiche e tecniche;

N-Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese;

Q-Sanità e assistenza sociale;

R-Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento;

S-Altre attività di servizi, con esclusione dei codici 94 e 96.09.03

In caso di imprese associate, sono richiesti anche i codici ATECO delle singole imprese che aderiscono. Le Reti – soggetto d’imprese e i Consorzi applicano la disciplina di impresa e, pertanto, devono essere già costituiti al momento della presentazione della domanda.

Il richiedente deve possedere, alla data di presentazione della domanda, i requisiti indicati al punto 2.2 dell’avviso tra cui la capacità economico-finanziaria in relazione al progetto da realizzare.

Il costo totale ammissibile del progetto non deve essere inferiore a 30.000 euro e superiore a 250.000 euro.

Gli aiuti sono concessi nella forma di contributi in conto capitale fino a una misura massima pari al 75% della spesa ritenuta ammissibile.

Il contributo non è cumulabile con altri finanziamenti pubblici, nazionali, regionali o comunitari, per le stesse spese ammissibili.

I progetti dovranno concludersi entro 12 mesi dalla data del decreto di approvazione della convenzione.

Le spese ammissibili a contributo sono le seguenti: opere edili di ristrutturazione su edifici già esistenti nella misura massima del 40% del progetto ammesso, impianti, macchinari, attrezzature, software, servizi e-commerce, servizi di consulenza e di sostegno all’innovazione (tali servizi non sono continuativi o periodici ed esulano dai costi di esercizio ordinari d’impresa connessi ad attività regolari quali la consulenza fiscale, la consulenza legale e la pubblicità).