IL FUTURO DELL’EDILIZIA A MESSINA: PIANO INFRASTRUTTURE 2017-2020 – Il resoconto

20170513_103235La costituzione di una cabina di monitoraggio, composta da associazioni imprenditoriali, ordini professionali ed enti locali, con la stretta collaborazione degli uffici regionali, per verificare l’esecutività dei progetti già ammessi a finanziamento. Questo è uno degli impegni scaturiti dal convegno dibattito “IL FUTURO DELL’EDILIZIA… PIANI DI SVILUPPO INFRASTRUTTURALE. MESSINA 2017-2020”, svoltosi il 13 maggio 2017, al Palacultura “Antonello da Messina” su iniziativa delle organizzazioni imprenditoriali provinciali dell’edilizia del comparto industria (ANCE) e degli artigiani (CNA,CLAAI, SADACASA).

Con questo risultato, si intende superare, in uno spirito di collaborazione e di sinergia tra forze sociali, politiche ed amministrative del territorio, uno dei problemi più grossi nel percorso che porta dalla programmazione alla realizzazione ed all’utilizzo per la collettività di tutta quella grande mole di investimenti per infrastrutture spesso rimasti solo sulla carta o nel libro dei sogni, per poi entrare a far parte della lunga lista delle opere incompiute.

La mancanza di progetti esecutivi non dipende solo da una scarsa competenza degli uffici tecnici negli enti pubblici destinatari dell’intervento, ma entrano in gioco una serie di problematiche connesse alle norme legislative in continua evoluzione e modificate troppo spesso nel corso degli ultimi 25 anni, che costringono i tecnici comunali o degli altri rami dell’amministrazione locale a rincorrere le nuove procedure, senza poter davvero rinnovare il proprio parco progetti e renderlo al passo con tutti i passaggi richiesti dalle leggi per arrivare al timbro “esecutivo”, che apre la porta all’emissione del decreto di finanziamento ed all’avvio dei cantieri.

L’incontro, svoltosi nella mattinata di sabato 13 maggio in una delle sale del Palazzo della Cultura di Viale Boccetta, ha visto la partecipazione di tantissimi imprenditori, tra cui il Presidente di Ance Catania Giuseppe Piana, ma anche di professionisti ed alcuni esponenti politici, interessati a comprendere cosa blocchi, realmente, il processo di realizzazione concreta di una opera pubblica e, quindi, quali potrebbero essere, verosimilmente, le infrastrutture realizzabili in Sicilia e nell’area metropolitana di Messina, nel breve periodo e fino al 2020.

20170513_124151Dopo l’introduzione affidata alla giornalista Rosaria Brancato, moderatrice dell’evento, ed i saluti del Presidente dell’Ance Messina Giuseppe Ricciardello, spazio alla relazione sui temi del convegno, esposta dal Presidente del CNA Costruzioni Messina Luca Calabrese, prima dell’intervento dell’ing. prof. Donato Carlea, provveditore alle Opere Pubbliche di Sicilia e Calabria, che ha valorizzato l’importanza dell’ente da lui diretto nelle fasi cruciali di realizzazione in alcuni rilevanti interventi infrastrutturali in ambito nazionale, interagendo con tutti gli attori istituzionali coinvolti in una opera pubblica, che hanno bisogno dell’assistenza e della funzione sussidiaria svolta dal Provveditorato, ma anche rivendicando gli interventi svolti come stazione appaltante, in ultimo lo stanziamento di 15 milioni di euro per la realizzazione di 14 caserme dei Carabinieri in Aspromonte, con una valenza supplementare di ordine sociale. “L’unico modo per uscire da questa situazione di crisi” – ha affermato il provveditore- “è quello che io chiamo il progetto esecutivo perfetto. Solo così superiamo le lungaggini che finora si sono registrate in un processo troppo farraginoso e nel quale si annida la corruzione.

Il parterre politico presente ha fatto sentire la propria voce con l’opinione del deputato nazionale on. Vincenzo Garofalo, da sempre attento ed interessato alle dinamiche legate allo sviluppo infrastrutturale, e dell’on. Beppe Picciolo, uno dei più attivi rappresentanti messinesi all’interno dell’Ars.

L’on. Picciolo si è soffermato sulle inefficienze delle strutture tecniche comunali, citando come esempio le grosse difficoltà riscontrate nella realizzazione pratica dell’inventario nazionale dei progetti di opere pubbliche per la Difesa del Suolo, il cosiddetto progetto ReNDis , impostato per analizzare il rapporto tra i fondi stanziati ed il numero di progetti realizzati e cantierabili, fornendo così un supporto sia alla fase di programmazione che di avvio dei lavori di difesa del suolo. In questo frangente, l’on. Picciolo si è reso conto direttamente delle problematiche incontrate dai Comuni sul nostro territorio per poter far diventare davvero esecutivo un progetto. Interessanti anche le cifre trasmesse all’uditorio dall’Assessore al Territorio ed Ambiente Maurizio Croce, riguardanti la situazione attuale degli interventi sul dissesto idrogeologico in Sicilia, con 249 progetti finanziabili, tra i quali 71 sono esecutivi, 91 definitivi e 87 preliminari, definendo la previsione di renderne cantierabili 110 nel 2017, 52 nel 2018 e 87 nel 2019.

L’on. Garofalo ha, invece, trattato il tema delle criticità legate alla programmazione da parte degli enti locali che dovrebbero migliorare l’approccio a questa fase, mentre tutto il settore delle opere pubbliche avrebbe l’esigenza di puntare maggiormente sulla qualificazione della progettazione, delle imprese e delle procedure di assegnazione delle gare, senza considerare il ribasso come unico elemento valido di aggiudicazione, ma dando maggior peso agli elementi che valorizzano la struttura e gli investimenti delle aziende partecipanti. Uno sbocco importante per il rilancio del settore edile, a giudizio dell’on. Garofalo, è sicuramente quello della riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico e privato esistente, sia sul piano del risparmio energetico, che su quello della prevenzione sismica.

Il dott. Antonino Genovesi, componente il nucleo di valutazione degli investimenti pubblici della Regione Sicilia, stretto collaboratore del Dirigente Generale del Dipartimento Programmazione regionale Vincenzo Falgares, ha invece esposto in modo chiaro e sintetico il quadro delle risorse della Politica di Coesione in Sicilia e nel territorio di Messina, con particolare attenzione  per il settore delle costruzioni, scindendo le diverse voci contenute nei programmi operativi e nei Patti per la Regione e per le aree metropolitane, fino ad arrivare ai complessivi 835 milioni di euro disponibili nell’Area Metropolitana di Messina all’interno dei diversi settori di intervento, solo all’interno del Patto per la Sicilia e del Patto per Messina.

Il prof. Guido Signorino, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale di Messina, ha posto l’accento sulle scelte politiche che hanno indirizzato gli interventi della Giunta Comunale nell’ambito degli strumenti di programmazione, mettendo in evidenza che, nel prossimo triennio, potranno essere cantierabili opere per circa 250 milioni di euro, tra cui una attenzione particolare è stata riservata alla tutela dal rischio idrogeologico e dell’ambiente, oltre che al recupero del patrimonio immobiliare in chiave antisismica e ambientale. Importante è stata anche la disponibilità manifestata pubblicamente dal prof. Signorino a nome dell’amministrazione comunale di Messina, per la costituzione di un tavolo insieme ad imprese, professionisti e tecnici del settore per monitorare lo stato dei progetti già esistenti e interloquire in modo costruttivo con le strutture regionali, elaborando le soluzioni per rendere esecutivi il maggior numero possibile di progetti. Infine, Signorino ha reso noto che si sta perfezionando, proprio in questi giorni, la stipula di una convenzione con il Commissario Delegato al rischio idrogeologico regionale, dott. Maurizio Croce per accelerare le procedure di avvio degli interventi legati al rischio idrogeologico compresi nel Patto per Messina, riducendo drasticamente a una decina di giorni i termini di avvio dei lavori.

Molto interessanti anche gli spunti forniti dal dott. Fulvio Bellomo, dirigente generale del Dipartimento Infrastrutture della Regione, il quale è partito dalle cifre fornite, in avvio di convegno, sul trend negativo degli appalti in Sicilia, definendolo patologico in rapporto al momento di passaggio tra la vecchia e la nuova programmazione di tutti i fondi nei quali è coinvolto l’apparato regionale, affermando che, dopo un momento di stallo, la macchina dei finanziamenti si sta rimettendo in moto. Il Dipartimento del quale è responsabile Bellomo ha competenze su tre settori fondamentali: le strade principali e secondarie, la portualità e la riqualificazione urbana. Per quanto riguarda le strade provinciali, sono stati resi disponibili 90 milioni di euro per la provincia di Messina, con la novità di una quota riservata al finanziamento delle progettazioni, mentre per le opere portuali.

Bellomo ha poi precisato che l’iter di finanziamento del progetto di completamento del Porto di Tremestieri, attende solo le comunicazioni sulle fonti finanziarie da parte di Autorità Portuale di Messina e Provveditorato Opere Pubbliche, prima di essere sbloccato nella sua totalità. Nello stesso ambito, hanno la loro rilevanza anche gli 11 milioni per la ristrutturazione dei porti nelle isole minori, tra i quali 5 milioni di euro sono destinati a Lipari, Vulcano e Stromboli. Riguardo poi alla riqualificazione urbana nei piccoli comuni siciliani, sono disponibili 241 milioni di euro per 300 progetti, con decreti di finanziamento pronti per 85 milioni di euro. In conclusione del suo intervento, il dott. Bellomo ha fatto un accenno alla legge sul risanamento di Messina, della quale ancora non si conosce il destino finale, per poi affermare che, al momento attuale, le opere che possono essere avviate ragionevolmente, entro il 2017, di competenza del suo dipartimento, ammontano a circa 80 milioni di euro per la riqualificazione urbana, 19 milioni di euro per le strade provinciali, 50 milioni di euro per le manutenzioni del Consorzio Autostrade Siciliane e 25 milioni di euro per le strade Anas in Sicilia.

L’iniziativa è proseguita con il dibattito aperto agli interventi dei presenti, dal presidente dell’Ordine degli Architetti di Messina Giovanni Lazzari, del dirigente responsabile dell’Urega di Messina Giovanni Franciò, del rappresentante di Cittadinanza Attiva Enzo Colavecchio, del presidente di Capitale Messina Pino Falzea, dell’on. Nino Beninati, che, pur da posizioni diverse riguardo alle ragioni del blocco delle opere pubbliche, hanno dato la massima disponibilità ad interagire con le Associazioni degli imprenditori edili organizzatrici del convegno per fare fronte comune e contribuire al superamento della pesantissima crisi del settore.

In conclusione, il Presidente di Ance Messina Giuseppe Ricciardello ha considerato molto positiva l’iniziativa realizzata insieme ai colleghi artigiani messinesi, soprattutto perché ha prodotto l’impegno da parte degli amministratori del comune capoluogo, dei professionisti e tecnici del settore, dei dirigenti presenti appartenenti alla macchina burocratica regionale e degli esponenti politici intervenuti, a monitorare i progetti esistenti presso i comuni dell’area metropolitana di Messina, fornendo tutte le competenze e l’assistenza necessaria a superare le criticità che impediscono di utilizzare in tempi ragionevolmente brevi tutte le risorse inserite all’interno degli strumenti di programmazione.

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