Report

Documento Ance sul rischio idrogeologico

dissesto idrogeologicoAnce Sicilia ha elaborato un documento sul piano nazionale per la riduzione del rischio idrogeologico partendo dall’analisi della situazione attuale, elencando i finanziamenti provenienti da fonti nazionali e comunitarie (Patto per la Sicilia e PO FESR 2014-2020) e, monitorando il livello di spesa, la pianificazione e programmazione, emerge un esame delle problematiche riscontrate, con le relative proposte per la loro risoluzione.

In allegato, il documento di Ance Sicilia

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Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni – Febbraio 2018

copertina Osservatorio congiunturale Ance febbraio 2018Il 2017 è stato per le costruzioni un anno di grande delusione, nel quale erano state riposte molte aspettative sul tanto atteso cambio di segno per il settore, dopo una lunga e profonda crisi. Il risultato è stato di un ulteriore lieve calo dei livelli produttivi (-0,1%), con una perdita complessiva dall’inizio della crisi del 36,5%.
Su tale dinamica incide, in modo preponderante, il dato ancora fortemente negativo delle opere pubbliche, comparto che invece avrebbe dovuto trainare la ripresa degli investimenti in costruzioni, date le importati misure di rilancio per le infrastrutture previste dal Governo già nella Legge di Bilancio del 2017.
Queste misure, tuttavia, non hanno decisamente prodotto gli effetti sperati, a causa dell’incapacità di tradurre in cantieri le risorse disponibili e per l’inefficienza nelle procedure di spesa da parte della Pubblica Amministrazione.
Il 2018 potrebbe davvero rappresentare l’anno di svolta per il settore delle costruzioni. La previsione Ance è di un aumento degli investimenti in costruzioni del 2,4% su base annua.
Questo nuovo trend sarà guidato dal prolungamento della crescita del comparto della riqualificazione del patrimonio abitativo, dall’importante e atteso cambio di segno nelle opere pubbliche – dopo oltre un decennio di forti cali – e dall’auspicato recupero dei livelli produttivi nella nuova edilizia abitativa.
A ciò si aggiunga il consolidarsi della ripresa del comparto non residenziale privato.
In allegato sono disponibili, la versione integrale dell’Osservatorio Congiunturale sull’Industria delle Costruzioni, la Nota di sintesi, le slides di presentazione e la scheda stampa

Pianificazione urbanistica: modelli regionali a confronto

Pagine da DOSSIER_Modelli pianificazione urbanistica regioni gennaio 2018La normativa urbanistica nazionale, contenuta tuttora nella Legge 1150/1942, pone alla base della funzione di pianificazione territoriale dei Comuni, il Piano Regolatore Generale, uno strumento, caratterizzato da forte rigidità e durata indeterminata.
Dalla fine del secolo scorso, nell’intento di garantire maggiore flessibilità alla regolazione del territorio, le Regioni si sono dotate di piani urbanistici composti da due atti: uno a carattere strutturale/programmatico, finalizzato ad individuare gli obiettivi di medio-lungo periodo del territorio comunale ed uno a carattere operativo ossia conformativo della proprietà immobiliare e a validità quinquennale.
Si assiste ora all’inizio di una terza fase normativa a livello regionale (vedi LR Emilia Romagna 24/2017), in cui vi è un ritorno ad un piano unico e dai contenuti semplici: obiettivi, regole per il patrimonio edilizio esistente e per il territorio rurale e dotazioni territoriali differenziate per la città costruita e per quella eventualmente da costruire.
In una realtà dominata dalla globalizzazione e dai continui mutamenti economici e sociali, vi è l’esigenza di dare vita a piani flessibili, in grado di accogliere con celerità le nuove richieste o, addirittura, a piani in grado di anticipare le opportunità. Servono strumenti dotati di una maggiore apertura ai privati e al mercato, che, una volta individuati gli ambiti urbani ritenuti strategici sia di nuova trasformazione sia di riqualificazione, stabiliscano le dotazioni di servizi necessarie, lasciando libertà nella definizione delle tipologie edilizie e delle funzioni da insediare.
L’Ance ha predisposto un dossier che fa il punto sulle diverse tipologie di strumenti urbanistici previsti dalle leggi regionali in materia di governo del territorio, analizzando in particolare la durata del piano, la ripartizione del territorio comunale, la previsione e la durata dei diritti edificatori e il rapporto con i piani di livello attuativo.
Ne emerge un quadro piuttosto variegato in cui, a fronte della maggioranza delle regioni che si sono dotate di piani “sdoppiati” in parte programmatica e parte operativa ed una appena ritornata al piano unico “semplificato”, ve ne sono diverse ancora dotate di PRG. Si segnala infine che in Abruzzo, Sardegna e nella Provincia di Bolzano sono in corso di esame i disegni di legge sul governo del territorio che prevedono nuovi strumenti di pianificazione urbanistica.
In allegato il dossier “Pianificazione urbanistica comunale: modelli a confronto”

Pubblicato il Rapporto Bankitalia a novembre 2017 sulla economia in Sicilia

copertina bankitalia nov 2017 siciliaNei primi nove mesi del 2017 la fase di ripresa dell’economia siciliana si è rafforzata, con una sua maggiore diffusione tra i settori produttivi. Alla prosecuzione della dinamica positiva per il terziario privato, sospinta dai consumi delle famiglie siciliane e dalla spesa dei turisti italiani e stranieri, si è associato un miglioramento dei principali indicatori per il settore industriale, dopo la stagnazione dell’anno precedente. La congiuntura è rimasta sfavorevole, invece, nel settore edile, nonostante la crescita delle compravendite immobiliari.

Nella prima parte dell’anno le esportazioni di merci sono tornate a crescere, sia per la componente petrolifera sia per il resto dei comparti. Gli investimenti delle imprese, che già nel 2016 avevano invertito il lungo trend negativo, sono risultati in leggera espansione; secondo le aspettative delle aziende la tendenza dovrebbe rafforzarsi nel 2018, anche in connessione con le positive attese sulla domanda e l’elevato livello di liquidità accumulata negli ultimi anni.

Nel primo semestre dell’anno l’occupazione è aumentata lievemente, con un andamento positivo in tutti i settori ad eccezione delle costruzioni. Ha trovato conferma la tendenza emersa nel 2016, con un incremento del numero di occupati per la categoria dei dipendenti. Una più ampia partecipazione al mercato del lavoro ha mantenuto il tasso di disoccupazione su livelli elevati.

Si è rafforzata la crescita del credito, avviatasi nella seconda parte dell’anno passato dopo oltre un triennio di contrazione. La dinamica è stata trainata dai prestiti alle famiglie, soprattutto dal credito al consumo, mentre quelli alle imprese hanno continuato a ridursi. Nel complesso gli indicatori della qualità del credito sono migliorati, riflettendo la fase congiunturale più favorevole; la rischiosità rimane ancora elevata per le imprese delle costruzioni.

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ANCE SICILIA: SCOMPARSE NEL NULLA 51 GARE BANDITE NEL 2016

immagine viadotto 3SICILIA: SCOMPARSE NEL NULLA 51 GARE BANDITE NEL 2016 SU 96 INCANTI NE SONO STATI AGGIUDICATI SOLO 45 CUTRONE: DAL 2013 PERSE LE TRACCE DI 456 GARE PER 559,7 M€, IL 50%. E’ UN FENOMENO CARSICO DI CUI NESSUNO SPIEGA IL PERCHÉ’ NE’ PENSA A PORVI RIMEDIO | ANCE Sicilia

In Sicilia all’incapacità dei governi di utilizzare le ingenti risorse disponibili per opere pubbliche si aggiunge l’inerzia delle stazioni appaltanti nell’aggiudicare i pochissimi bandi pubblicati. Il 2016 sarà ricordato come l’anno nero delle gare d’appalto nell’Isola. L’Osservatorio dell’Ance Sicilia sulle pubblicazioni nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana, analizzando i pubblici incanti dello scorso anno aggiudicati entro il 31 ottobre 2017, evidenzia che su appena 96 nuove infrastrutture proposte al mercato per un valore di 142,4 milioni di euro (il trend più basso dal 1999), ne sono state aggiudicate appena 45 (46,88%) per un importo di 55,7 milioni (39,15%), cifra su cui si sta giocando la sopravvivenza dell’intero comparto regionale: su poco più di 2mila aziende ancora attive ne stanno lavorando solo 45 più l’indotto. Di contro, al 31 ottobre scorso non si hanno più notizie di 51 gare (53,12%) che non risultano né annullate o sospese né aggiudicate, per complessivi 86,6 milioni (60,85%).

Sono i bandi di competenza degli Urega a registrare la percentuale più alta di ritardi nelle procedure: sono scomparse dalle rilevazioni 22 gare su 31 (70,97%) per un valore di 63,8 milioni su 92,6 milioni complessivi (68,87%).

L’analisi storica dal 1999 in poi mostra alcune curiosità statistiche: il numero di gare annullate o sospese (che parte dalle 57 di 18 anni fa) si è via via ridotto progressivamente fino ad azzerarsi nel 2013; il numero delle gare di cui non si ha più notizia parte dalle 426 del 1999 (che corrispondono però al 17,90% di 2.380 gare bandite e a 198 milioni, il 13,45% di 1 miliardo e 477 milioni di euro di importo totale) e finisce con le 51 del 2016 che costituiscono il 53,12% delle 96 opere proposte, per 86,6 milioni, pari al 60,85% degli importi totali. Ciò è il risultato di un fortissimo depauperamento del mercato delle opere pubbliche aggravato da ritardi e inefficienze delle stazioni appaltanti.

Le province più colpite nel 2016 sono Siracusa con zero gare aggiudicate su due bandite, e Caltanissetta ed Enna (una su due).

Il mercato siciliano delle infrastrutture è ormai talmente asfittico e insignificante da non interessare più le aziende d’Oltre Stretto. Infatti, delle 45 imprese aggiudicatarie nel 2016, solo 2 hanno sede fuori dalla Sicilia, anche se sono risultate aggiudicatarie del 18,16% dei  55,7 milioni aggiudicati (esattamente 10,1 milioni). Le altre imprese impegnate nei cantieri sono 5 della provincia di Agrigento, 5 di Caltanissetta, 8 di Catania, nessuna di Enna, 7 di Messina, 11 di Palermo, 1 ciascuna di Ragusa, Siracusa e Trapani. Altre quattro imprese non sono identificabili territorialmente e sono assegnatarie del 7,6% degli importi (4,2 milioni).

“Ormai stiamo parlando del nulla – commenta Santo Cutrone, presidente di Ance Sicilia – dal 2013 ad oggi non si hanno notizie di 456 gare d’appalto per 559,7 milioni di euro. Significa che il 50% delle già poche occasioni di lavoro si perde nel vuoto: un ‘fenomeno carsico’ di cui nessuno spiega il perché né pensa a porvi rimedio. Di fronte alla fame delle imprese e dei lavoratori la classe politica non può continuare ad essere indifferente. Il nuovo governo regionale dovrà porre tra le priorità lo sblocco delle procedure di gara responsabilizzando le commissioni e il pieno e immediato utilizzo dei quasi 10 miliardi di euro disponibili per infrastrutture. Il comparto dell’edilizia – conclude Cutrone – non potrà reggere un altro quinquennio di immobilismo”.

Osservatorio aggiudicazioni regione siciliana 2016

Produzione nelle costruzioni positiva a settembre, ma non si inverte il segno negativo

immagine redazionale tempostrettoL’indice Istat della produzione nelle costruzioni, corretto per gli effetti di calendario, evidenzia a settembre 2017, un aumento del 2,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Il risultato positivo di settembre, tuttavia, è insufficiente ad invertire il segno dei primi nove mesi dell’anno. Infatti, complessivamente l’indice manifesta ancora un lieve calo dello 0,1% rispetto al periodo gennaio – settembre 2016.
In allegato è disponibile il report del Centro Studi Ance

La salute e sicurezza nell’utilizzo delle macchine da cantiere – Progetto europeo -

copertina protocollo intesaFIEC (Federazione dell’Industria europea delle Costruzioni), EFBWW (i sindacati europei delle costruzioni) e CECE (l’Associazione europea dei produttori di macchine per costruzioni) hanno portato a termine un progetto sull’utilizzo in sicurezza delle macchine da cantiere, realizzato con il sostegno della Commissione europea.

Nella scheda riassuntiva del progetto sono illustrati gli elementi importanti per la gestione del cantiere e la qualificazione del personale.

Ogni professione, ogni attività e ogni situazione di lavoro è specifica e prevede interazioni concrete tra persone, materiali, ambiente e macchine. Oltre a garantire elevati standard ergonomici e di sicurezza per i materiali e le macchine da costruzione, sono indispensabili anche una buona organizzazione del cantiere e una buona qualificazione del personale interessato.

Il lavoro comune ha portato alla firma di un protocollo d’intesa da parte delle tre organizzazioni. Il protocollo riflette il punto di vista comune di CECE, FETBB e FIEC sugli aspetti relativi alla salute e alla sicurezza nella progettazione delle macchine per costruzioni.

organizzazione cantiere e formazione progetto fiec

protocollo intesa

Prassi di riferimento UNl – Tecnologia di realizzazione delle infrastrutture interrate a basso impatto ambientale

copertina_pdr_26_1Le tecnologie trenchless, o “no-dig”, costituiscono una serie di sistemi e tecniche che permettono la posa, il risanamento e la sostituzione delle reti dei sottoservizi con un limitato o nullo ricorso agli scavi a cielo aperto.

Tali soluzioni hanno un elevato contenuto tecnologico e richiedono, pertanto, un alto livello di professionalità da parte di chi le adotta.
La nuova prassi di riferimento UNI/PdR 26:2017 inerente le tecnologie di realizzazione delle infrastrutture interrate a basso impatto ambientale fornisce linee guida per:
• sistemi per la localizzazione e mappatura delle infrastrutture nel sottosuolo,
• posa di tubazioni a spinta mediante perforazioni orizzontali,
• sistemi di perforazione guidata: Trivellazione Orizzontale Controllata (TOC).

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Crediti deteriorati delle banche : il contributo ANCE al Senato

parlamento italia 1L’Associazione è intervenuta nell’ambito dell’Affare assegnato alla Commissione Finanze del Senato sui crediti deteriorati delle banche (Affare n.1052) con un proprio documento di osservazioni e proposte.
Nel Documento vengono ripercorsi, in particolare: gli effetti della crisi economico-finanziaria sul settore delle costruzioni e l’impatto sul credito alle imprese edili; gli effetti sul settore della promozione immobiliare; il ruolo della politica monetaria europea e gli effetti della politica monetaria in Italia; il problema dei Non Performing Loans (crediti deteriorati) e le posizioni al riguardo di Banca d’Italia e dell’Europa; i tassi di recupero delle sofferenze.
Viene quindi evidenziato che, ad avviso dell’ANCE, è fondamentale che gli istituti di credito incentivino la ristrutturazione dei finanziamenti con il debitore originario, prevedendo la remissione di parte del debito residuo, in linea con le svalutazioni effettuate dalle banche. Al riguardo, il Disegno di Legge presentato al Senato (DDL 2799-S) e le Proposte di legge presentate alla Camera (DDL 4352-C; PDL 4424-C) possono rappresentare una soluzione efficace al problema dei NPLs, tutelando sia la continuità aziendale che gli interessi degli istituti di credito.
In allegato il Documento ANCE consegnato agli atti della Commissione.