Unione Europea

Manifesto sulla digitalizzazione del settore delle costruzioni

Copertina_The_European_Construction_Industry_Manifesto_on_Digitalisation_A4La FIEC, insieme ad altre associazioni europee della filiera del settore delle costruzioni, ha pubblicato il Construction Industry Manifesto on Digitalisation. Il manifesto chiede una forte leadership dell’UE sulla digitalizzazione, un quadro normativo appropriato e di destinare risorse, nel quadro dei programmi finanziari 2021-2027 alle competenze digitali, alla ricerca e sviluppo e all’infrastruttura IT. Evidenzia inoltre che “la digitalizzazione non è un obiettivo in sé ma un mezzo per attuare le priorità dell’Unione europea ed è determinante per fornire abitazioni economiche e infrastrutture di qualità superiore a un ritmo più veloce”.

2018-06-12_The_European_Construction_Industry_Manifesto_on_Digitalisation_A4

IVA, No della Commissione all’Italia ad applicare il “reverse charge” per le forniture ai consorzi da parte dei loro membri

agenda_urbana_europeaIl 21 giugno è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’UE la comunicazione della Commissione al Consiglio con la quale la Commissione si oppone all’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile alla cessione di beni e alla prestazione di servizi ai consorzi da parte dei consorziati.

L’Italia, come previsto dalla direttiva IVA 2006/112/CE, aveva chiesto, a luglio 2016, di poter introdurre una misura di deroga all’articolo 193 che la autorizzasse ad applicare il suddetto meccanismo di inversione contabile nel caso in cui ai pagamenti dell’amministrazione appaltante fatti al consorzio fosse applicato lo “split payment”.

L’entrata in vigore della misura, contenuta nella legge di Stabilità del 2016, era subordinata al via libera di Bruxelles e quindi non è mai avvenuta. Tale misura era fortemente voluta dall’ANCE che, proprio con riferimento all’applicabilità dello “split payment” in presenza di strutture consortili, aveva intrapreso le più opportune iniziative presso le competenti sedi, volte ad ottenere l’operatività dell’equivalente meccanismo del “reverse charge” nei rapporti di fatturazione interna tra consorzio ed imprese consorziate.

Secondo la Commissione, invece, “dal momento che il Governo Italiano non ha dimostrato la necessità della misura di deroga al fine di evitare le frodi o semplificare le procedure per i soggetti passivi e/o per le amministrazioni fiscali a norma dell’articolo 395 della direttiva IVA, la richiesta non soddisfa le condizioni di cui al suddetto articolo”.

Nuovo richiamo della Commissione sull’incompatibilità del codice appalti con la direttiva Pagamenti

europeancommissionIl 7 giugno scorso, la Commissione europea ha inviato un parere motivato all’Italia sul tema dei pagamenti della pubblica amministrazione. Si tratta della seconda fase della procedura di infrazione, dopo l’invio della lettera di messa in mora del luglio 2017.

Nella decisione della commissione, viene ribadita l’incompatibilità, a suo tempo segnalata dall’Ance, dell’articolo 113-bis del codice appalti con la direttiva 2011/7/UE (Direttiva Pagamenti). Il codice, infatti, estende sistematicamente i tempi di gestione del pagamento degli stati di avanzamento lavori negli appalti pubblici, oltre i limiti stabiliti dall’Ue.

La disposizione, si legge nel comunicato stampa della Commissione, “si configura come una violazione della direttiva sui ritardi di pagamento.

La direttiva dispone che le autorità pubbliche debbano eseguire i pagamenti non oltre 30 o 60 giorni dalla data di ricevimento della fattura o, se del caso, al termine della procedura di verifica della corretta prestazione dei servizi”. L’Italia dispone ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’UE.

Fondi strutturali Europei: presentate le nuove proposte per il periodo 2021-2027

Pagine da budget-may2018-new-framework-glance_enIl 29 maggio scorso, la Commissione europea ha presentato le nuove proposte di regolamenti degli strumenti di finanziamento della politica di coesione che, con una dotazione di 373 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, continuerà a rappresentare una delle principali politiche di investimenti dell’UE e a riguardare tutte le regioni d’Europa.

Tre categorie di regioni saranno infatti previste: regioni meno sviluppate, regioni in transizione e regioni più sviluppate.

Il PIL pro capite resterà il criterio predominante per l’assegnazione dei fondi, ma nuovi criteri riguarderanno disoccupazione giovanile, istruzione, livello di istruzione, cambiamenti climatici e anche accoglienza e integrazione dei migranti.

Le regioni in ritardo di sviluppo continueranno a beneficiare di un considerevole sostegno. Secondo primi calcoli, l’Italia potrebbe beneficiare di maggiori risorse rispetto al precedente periodo di programmazione (2014-2020), con oltre 43 miliardi di euro (prezzi correnti).

La proposta della Commissione europea prevede inoltre una forte semplificazione delle regole di utilizzo dei fondi con un unico corpus normativo che riguarderà 7 fondi dell’UE (tra cui il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale).

Verranno comunque introdotte disposizioni che tengano conto delle specificità dei singoli fondi.

Saranno 5 le priorità di investimento che verranno denominate “Obiettivi strategici” (contro 11 Obiettivi tematici per il periodo 2014-2020):

  • “Un’Europa più intelligente (innovazione, tecnologie digitali, sostegno alle PMI, modernizzazione industriale);
  • “Un’Europa più verde e a zero emissioni di carbonio” (Transizione energetica, economia circolare, energie rinnovabili, efficienza energetica, lotta contro i cambiamenti climatici);
  • “Un’Europa più connessa” (reti infrastrutturali di trasporto e banda larga e ultra larga);
  • Un’Europa più sociale” (solco europeo dei diritti sociali, educazione, occupazione, competenze, inclusione sociale) 
  • “Un’Europa più vicina ai cittadini” (strategie di sviluppo urbano sostenibile e strategie di sviluppo guidate a livello locale).

Per i Paesi con PIL pro capite superiore alla media europea, come l’Italia, è previsto l’obbligo di utilizzare almeno l’85% delle risorse per le prime due priorità (di cui almeno il 60% alla prima).

Inoltre, le autorità competenti a livello locale, urbano e territoriale saranno maggiormente coinvolte nella gestione dei fondi dell’UE e almeno il 6% della dotazione del Fondo europeo di sviluppo regionale sarà destinato ad investimenti per lo sviluppo urbano sostenibile.

Sarà inoltre reintrodotta l’iniziativa europea Urban, incentrata sulle priorità tematiche dell’Agenda urbana per l’UE.

Saranno possibili collegamenti più efficienti con altri strumenti di bilancio dell’UE quali il programma per l’innovazione, Orizzonte Europa, lo strumento dell’UE per la mobilità e l’apprendimento, Erasmus+, e il programma per l’ambiente e per il clima, LIFE.

Gli Stati membri potranno anche scegliere di trasferire parte delle risorse della politica di coesione al programma InvestEU (il nuovo Piano Juncker per gli investimenti).

Sarà introdotta maggiore flessibilità per far fronte agli imprevisti. Un riesame intermedio consentirà di modificare i programmi per gli ultimi due anni del periodo di finanziamento e di trasferire risorse limitate ad altri programmi finanziari dell’UE. La Commissione propone, infine, un rafforzamento del collegamento tra la politica di coesione e il semestre europeo per stimolare e sostenere le riforme strutturali necessaire per la crescita e l’attività imprenditoriale.

Manuale per l’introduzione del BIM da parte della domanda pubblica in Europa

copertina manuale ue BIM GROW-2017-01356-00-00-IT-TRA-00E’ disponibile ora la versione in italiano del manuale redatto dal Gruppo di lavoro europeo sul BIM (EU BIM Task Group), con il supporto della Commissione europea. L’iniziativa nasce dal sempre maggiore utilizzo del BIM da parte del settore pubblico e dal fatto che le direttive “appalti pubblici” ne incoraggiano l’utilizzo per i lavori pubblici. Secondo alcune stime, infatti, l’uso sistematico del BIM in Europa potrebbe comportare risparmi del 10% per il settore delle costruzioni, vale a dire per 130 miliardi di euro.

Il documento, che non rappresenta una guida alla tecnologia del BIM, intende incoraggiare l’uso di standard e principi comuni e promuovere una coerente introduzione del BIM nell’Ue. Si tratta quindi di un manuale rivolto agli attori pubblici europei.

Il documento sottolinea che le politiche pubbliche e gli appalti pubblici rappresentano strumenti importanti per supportare l’utilizzo dello strumento nel settore delle costruzioni. Se l’intervento pubblico è essenziale, la trasformazione digitale non può avvenire senza la collaborazione del settore privato. Un’attenzione particolare deve inoltre essere attribuita ai nuovi modelli commerciali, all’istruzione, allo sviluppo di competenze e alle PMI. Il documento evidenzia infine che le strategie di successo nell’utilizzo del BIM sono caratterizzate da un’introduzione graduale.

Verso una strategia digitale inclusiva per il settore delle costruzioni

slide convegno bim ueSi è svolto il 22 febbraio, nel quadro dell’iniziativa “EU Industry Day 2018” il seminario sulla digitalizzazione del settore delle costruzioni dal titolo “Construction – towards an inclusive digital strategy”.

L’evento ha visto la partecipazione della Commissione europea e della filiera del settore delle costruzioni, tra cui la FIEC. Secondo lo studio McKinsey “Reinventing Construction: a Route to higher Productivity”, il settore delle costruzioni presenta uno dei più alti gap di produttività tra i settori industriali.

La Commissione Europea, che ha lanciato l’iniziativa sulla digitalizzazione dell’industria europea, ritiene non più prorogabile un intervento per colmare tale gap.

Secondo la Commissione, la digitalizzazione del settore delle costruzioni porterebbe infatti ad un aumento della produttività del 50-60% rispetto ai livelli attuali.

Il settore delle costruzioni è, inoltre, ritenuto fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di molte politiche europee, quali la lotta al cambiamento climatico, l’economia circolare, l’efficienza energetica, la gestione efficiente delle risorse naturali. Il costo di costruzione e la qualità dei lavori hanno un impatto importante sulla qualità della vita dei cittadini.

La digitalizzazione del settore, tramite il BIM (Building information modelling), e le altre tecnologie, quali la robotica, i droni, la realtà aumentata, la stampa in 3D, le immagini via satellite, l’Internet of things, i materiali smart, comportano un nuovo modello di organizzazione e di business. Un impulso all’utilizzo delle nuove tecnologie può essere dato dagli appalti pubblici e la Commissione stimolerà molto gli Stati membri in questo senso.

La Commissione sta anche lavorando a uno studio con delle raccomandazioni per supportare la digitalizzazione delle PMI e alla standardizzazione del BIM in Europa. Il 26 luglio sarà, inoltre, lanciato un bando con un budget di 1 milione di euro per la definizione dell’architettura di riferimento di una piattaforma digitale europea per il settore delle costruzioni che dovrebbe, nella futura programmazione finanziaria dell’Ue, beneficiare di maggiori risorse finanziare per la sua realizzazione. La Commissione europea ha invitato i partner industriali presenti a costituire un partenariato per la partecipazione al bando. La Commissione attribuisce una grande importanza alla costituzione di piattaforme digitali, fondamentali per raggruppare tutte le esperienze nazionali a livello europeo, e per costituire “porte d’accesso a mercati sfaccettati che generano valore consentendo le interazioni tra diversi gruppi di soggetti economici”.

Per questo continuerà a supportare la collaborazione degli stakeholder del settore. In questo senso, la FIEC e gli attori della filiera hanno diffuso un comunicato stampa ( CECE_PR_22-02-2018_Digital_Construction_Seminar ) per sottolineare che sono pronti a raccogliere la sfida del digitale.

Guida Ue per la corretta gestione delle procedure di gara negli appalti pubblici

cover guidance_public_procurement_2018_enIl 13 febbraio scorso, la Commissione europea ha pubblicato una guida per aiutare le amministrazioni nazionali, regionali e locali che gestiscono e/o utilizzano i fondi strutturali e di investimento europei nella gestione delle procedure legate agli appalti pubblici.

La gestione trasparente degli appalti finanziati con fondi UE fa parte delle priorità della Commissione europea, al fine di evitare errori nelle procedure d’appalto e tutelare quindi il corretto uso delle risorse europee.

Al momento la guida è disponibile solo in inglese, ma ne è prevista la traduzione in tutte le lingue ufficiali dell’Unione entro il mese di aprile 2018.

Il documento affronta tutte le fasi della procedura: dalla preparazione e dalla pubblicazione dei bandi alla selezione dei partecipanti, all’aggiudicazione e all’esecuzione del contratto.

Per ogni fase, sono riportati suggerimenti per evitare gli errori più comuni, le buone pratiche e anche delle tabelle sulle condizioni da rispettare per la redazione dei documenti di gara e per il controllo della correttezza degli appalti.

La guida riveste un’importanza per l’Italia che risulta il secondo Paese beneficiario della politica di coesione nel periodo di programmazione 2014-2020.

Rapporto UE sulla finanza sostenibile

copertina-sustainable-finance-final-report_enL’High-Level Expert Group sulla finanza sostenibile ha presentato, il 31 gennaio scorso, una serie di raccomandazioni per la creazione di un sistema finanziario che supporti gli investimenti sostenibili.

Il rapporto propone di chiarire cosa è un investimento sostenibile; chiarire i doveri degli investitori per il raggiungimento di un sistema finanziario più sostenibile; migliorare la trasparenza delle istituzioni finanziarie e delle imprese sul modo in cui la sostenibilità è presa in considerazione nei loro processi decisionali; promuovere un marchio UE per identificare i fondi di investimento verdi; includere la sostenibilità nel mandato delle Autorità europee di supervisione delle istituzioni finanziarie; uno standard europeo per i green bond.

Il rapporto dell’High-Level Expert Group sulla finanza sostenibile costituirà la base per il Piano d’azione della Commissione sulla finanza sostenibile, che sarà presentato nelle prossime settimane.

Il rapporto e il Piano d’azione saranno discussi in una conferenza che avrà luogo il 22 marzo a Bruxelles.

EeMAP (Energy Efficiency Mortgage Action Plan) Mutui per efficenza energetica

EeMAP-logoLa European Mortgage Federation sta sviluppando un “mutuo efficiente dal punto di vista energetico”, che consentirebbe una correlazione tra il miglioramento dell’efficienza e la minore probabilità di insolvenza dei mutuatari.

Si basa sull’iniziativa EeMAP (Energy Efficiency Mortgage Action Plan).

L’iniziativa EeMAP ha per obiettivo di creare dei mutui standard per incentivare, attraverso tassi di interesse agevolati, le ristrutturazioni volte a migliorare l’efficienza energetica degli edifici o l’acquisto di alloggi già efficienti dal punto di vista energetico.

Il meccanismo si basa su due presupposti: il miglioramento dell’efficienza energetica dell’immobile ha un impatto positivo sul valore della proprietà; i beneficiari del mutuo hanno una minore probabilità di insolvenza in quanto il consumatore ha un maggior reddito disponibile, derivante dal risparmio ottenuto sulle bollette energetiche.

Consultazioni pubbliche Commissione UE su argomenti di interesse del settore costruzioni

logo commissione ueConsultazioni pubbliche sui futuri programmi finanziari dell’UE

La Commissione europea ha lanciato una serie di consultazioni pubbliche, in vista della pubblicazione, nella prossima primavera, delle proposte relative ai futuri programmi finanziari nell’ambito del quadro finanziario pluriennale post-2020, il bilancio dell’UE che dovrebbe coprire il periodo 2021-2027.

Le proposte della Commissione saranno concepite con l’obiettivo di consentire all’UE di concentrarsi su un numero limitato di settori prioritari, in cui il suo intervento può risultare più efficace rispetto all’azione dei singoli Stati membri.

Le consultazioni pubbliche coprono l’intero spettro dei futuri finanziamenti dell’UE nei seguenti settori: coesione (fondi strutturali); infrastrutture strategiche; investimenti, ricerca e innovazione, PMI e mercato unico; migrazione; sicurezza; valori e mobilità.

La data di scadenza per rispondere alle consultazioni è l’8 marzo 2018.

Si forniscono di seguito i link per accedere ai questionari online relativi alle consultazioni di interesse del settore delle costruzioni:

Consultazione pubblica sui Fondi dell’UE nel settore della coesione;

Consultazione pubblica sui Fondi dell’UE nel settore delle infrastrutture strategiche;

Consultazione pubblica sui Fondi dell’UE nel settore relativo a investimenti, ricerca e innovazione, PMI e mercato unico

Consultazione pubblica sulle regole dell’UE per i prodotti utilizzati nella costruzione di edifici e nelle opere infrastrutturali

E’ in corso, da parte della Commissione, la valutazione di un’eventuale iniziativa dell’UE volta a modificare il Regolamento (UE) n. 305/2011 che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione (CPR).

Lo scopo del regolamento è quello di migliorare il funzionamento del mercato unico per i prodotti utilizzati nelle costruzioni. A tal fine, il regolamento prevede norme per valutare la prestazione dei prodotti da costruzione e comunicare i risultati della valutazione, mediante un linguaggio tecnico comune (norme europee armonizzate e documenti europei di valutazione) da utilizzare in tutta l’UE. I prodotti da costruzione conformi alle norme del CPR recano la marcatura CE. I paesi dell’UE sono liberi di stabilire norme per la progettazione e la sicurezza degli edifici e delle opere infrastrutturali, a condizione di utilizzare a tal fine il linguaggio tecnico comune del CPR per i prodotti con la marcatura CE. Lo scopo è quello di garantire la disponibilità di informazioni affidabili e comparabili sulle prestazioni dei prodotti da costruzione di fabbricanti di paesi diversi, in modo da evitare l’esclusione dai mercati nazionali di alcuni prodotti perché le loro prestazioni sono state analizzate in un altro paese.

Per rispondere alla consultazione compilare il questionario online entro il 16 aprile 2018.

Consultazione pubblica sulla definizione di PMI

La definizione di PMI fornita nella raccomandazione 2003/361/CE è lo strumento per individuare le imprese autorizzate a ricevere un trattamento preferenziale in termini di sostegno pubblico. E’ uno strumento ampiamente utilizzato in politiche dell’UE quali quelle sulla concorrenza (aiuti di Stato), i fondi strutturali e la ricerca e l’innovazione. La definizione di PMI è anche determinante per accedere ad alcune esenzioni amministrative e a tariffe ridotte. La Commissione sta attualmente preparando una valutazione e un’eventuale revisione di alcuni aspetti della definizione di PMI.

La consultazione pubblica permetterà alle parti interessate di esporre le loro osservazioni tramite la compilazione del questionario online entro il 6 maggio 2018.