Edilizia Privata

Manifesto sulla digitalizzazione del settore delle costruzioni

Copertina_The_European_Construction_Industry_Manifesto_on_Digitalisation_A4La FIEC, insieme ad altre associazioni europee della filiera del settore delle costruzioni, ha pubblicato il Construction Industry Manifesto on Digitalisation. Il manifesto chiede una forte leadership dell’UE sulla digitalizzazione, un quadro normativo appropriato e di destinare risorse, nel quadro dei programmi finanziari 2021-2027 alle competenze digitali, alla ricerca e sviluppo e all’infrastruttura IT. Evidenzia inoltre che “la digitalizzazione non è un obiettivo in sé ma un mezzo per attuare le priorità dell’Unione europea ed è determinante per fornire abitazioni economiche e infrastrutture di qualità superiore a un ritmo più veloce”.

2018-06-12_The_European_Construction_Industry_Manifesto_on_Digitalisation_A4

Ristrutturazioni edilizie – Nuova guida dell’Agenzia delle Entrate

copertina guida fiscale ristrutturazioni edilizie febbraio 2018L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato, sul proprio sito internet, l’aggiornamento della Guida sulle Ristrutturazioni edilizie, a seguito della proroga per tutto il 2018 della detrazione IRPEF del 50% per le ristrutturazioni edilizie, disposta dall’ultima legge di Bilancio.
La Guida «Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali» (febbraio 2018) dell’Agenzia delle Entrate si sofferma sulla proroga della detrazione IRPEF per le ristrutturazioni edilizie[1]prevista dalla legge n. 205/2017 (cd. “Bilancio 2018”) che, quindi, si applicherà ancora nella misura del 50% per le spese sostenute sino al 31 dicembre 2018, entro il limite massimo di 96.000 euro.
La proroga a tutto il 2018 riguarda anche:
  • la detrazione del 50% per l’acquisto di abitazioni facenti parte di edifici interamente ristrutturati da imprese (detrazione da applicare sul 25% del prezzo d’acquisto, sempre nel massimo di 96.000 euro).
  • la detrazione del 50% per l’acquisto o realizzazione di box pertinenti alle abitazioni.
Per quanto riguarda la disciplina del beneficio, in sostanza, la Guida conferma quanto già precisato nella Guida aggiornata al 22 settembre 2017[2], salvo alcune novità riguardanti l’inclusione degli IACP tra i soggetti beneficiari e alcuni adempimenti da effettuare nei confronti dell’ENEA.
In particolare, in relazione ai soggetti beneficiari della detrazione per lavori di ristrutturazione delle singole unità abitative, viene precisato che dal 2018 le detrazioni per interventi di ristrutturazione edilizia, inclusi quelli per l’adozione di misure antisismiche,  spettano anche:
  • agli Istituti autonomi per le case popolari;
  • agli enti che hanno le stesse finalità sociali dei predetti istituti; tali enti devono essere stati costituiti, e già operanti alla data del 31 dicembre 2013, nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di in house providing;
  • alle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.
Nessuna novità, invece, per quanto riguarda gli interventi agevolati. Va segnalato che, riguardo, in particolare, alla detrazione per interventi di adozione di misure antisismiche, il cd. Sismabonus, la Guida ricorda che sono previste detrazioni più elevate, che possono arrivare fino all’85% ed essere usufruite fino al 31 dicembre 2021. A tal riguardo l’Agenzia preannuncia la pubblicazione di un’apposita guida.
Per quanto riguarda gli adempimenti necessari per fruire della detrazione per le ristrutturazioni ediliziesi segnala il nuovo obbligo, introdotto dalla legge di Bilancio 2018, di trasmettere all’Enea le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici.
Tale adempimento viene introdotto, come precisato dalla Agenzia delle Entrate, al fine di operare un monitoraggio del risparmio energetico ottenuto con la realizzazione degli interventi.
La Guida si sofferma, inoltre, sull’IVA ridotta al 10% per gli interventi di recupero delle abitazioni e per l’acquisto e posa in opera dei cd. “beni significativi”[3].
Con riguardo a quest’ultimo punto, si segnala, che la legge di Bilancio 2018 ha introdotto una norma di interpretazione autentica dell’art.7, co.1, lett. b) della legge 448/1999 che disciplina l’applicazione dell’aliquota IVA ridotta al 10% per le forniture dei beni significativi nell’ambito di interventi di recupero realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata.
Come noto, sul valore di tali beni, l’IVA al 10% si applica solo sino a concorrenza del valore della prestazione (manodopera più materie prime), mentre sulla differenza si applica l’aliquota IVA ordinaria del 22%.
L’interpretazione fornita dalla legge di Bilancio 2018 e ripresa dall’Ade nella Guida, è finalizzata a individuare correttamente il valore dei beni significativi, quando con l’intervento vengono fornite anche componenti e parti staccate di tali beni. La determinazione di questo valore dipende infatti, dall’autonomia funzionale delle parti rispetto al bene principale.
In tal senso, la Guida richiama la Circolare 12/E del 2016[4] e precisa che le parti staccate o le componenti del bene significativo che godono di una propria autonomia funzionale non confluiscono nel valore del bene, ma in quello della prestazione e sono assoggettate ad aliquota IVA ridotta del 10%. Mentre le componenti che costituiscono parte integrante del bene e concorrono alla sua normale funzionalità, devono confluire nel valore del bene stesso.

Si ricorda, che la stessa legge di Bilancio ha previsto che la fattura emessa da chi realizza l’intervento deve specificare, oltre all’oggetto della prestazione, anche il valore dei “beni significativi” forniti con lo stesso intervento.


[1] Cfr. Ance “Legge di Bilancio 2018 – Focus fiscale” – circolare ance 26-01-2018 focus fiscale .
[2] Cfr. Ance “Ristrutturazioni edilizie e “bonus mobili” – Nuova guida dell’Agenzia delle Entrate” – circolare ance 14-03-2017 
[3] Tali beni sono specificatamente stati individuati dal D.M. 29 dicembre 1999 e sono: ascensori e montacarichi, infissi esterni e interni, caldaie, video citofoni, apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria, sanitari e rubinetteria da bagni, impianti di sicurezza.
[4] Cfr. Ance “Il “Pacchetto casa” della Stabilità 2016 – Chiarimenti ufficiali dell’AdE”- circolare ance 11-04-2016

Condhotel: il DPCM 13/2018 in dettaglio

condhotel_htdIl Dpcm 13/2018 – in vigore dal 21 marzo prossimo – disciplina per la prima volta i condhotel ossia una nuova forma di ospitalità ricettiva che intende coniugare, in un contesto immobiliare e funzionale unitario, l’attività alberghiera con la residenza.
Nonostante l’obiettivo di diversificare l’offerta turistica e favorire gli investimenti volti alla riqualificazione degli esercizi alberghieri esistenti, la normativa del Dpcm – emanato in attuazione della delega prevista dall’art. 31 del dl 133/2014 cd. sblocca italia – si discosta in diversi punti dalla norma primaria, ponendo condizioni e restrizioni all’esercizio dei condhotel che ne limitano le potenzialità.
Di seguito, l’analisi dettagliata dei principali articoli della nuova normativa.

(altro…)

Tabelle manodopera edile Messina 01-2018

foto operai 2A seguito dell’Accordo nazionale tra le parti sociali dell’edilizia, siglato lo scorso 31/01/2018, la nostra provincia è stata inclusa tra quelle in cui il contributo FNAPE, riscosso tramite la Cassa Edile e versato al Fondo nazionale per l’Anzianità Professionale Edile, è stato portato dal 3% al 2,50%, con effetto retroattivo dal mese di ottobre 2017.

Pertanto, l’allegata tabella dei costi della manodopera edile, elaborata ai fini statistici dalla nostra Associazione Territoriale, riporta tale riduzione dal mese di ottobre 2017.

Ricordiamo che l’articolo 23, comma 16, del Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50 stabilisce che, per i contratti relativi a lavori, servizi e forniture, il costo del lavoro è determinato annualmente, in apposite tabelle, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale tra le organizzazioni sindacali e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali.

Si rileva che il costo del lavoro determinato ai sensi del decreto medesimo è suscettibile di oscillazioni in relazione a benefici (contributivi, fiscali o di altra natura) di cui l’impresa usufruisce ai sensi delle disposizioni vigenti e ad oneri derivanti da interventi relativi a infrastrutture, attrezzature, macchinari e altre misure connesse all’attuazione delle previsioni di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni.

L’ultimo decreto ministeriale, pubblicato il 3 aprile 2017, riporta il costo del lavoro rilevato a maggio 2016.

I nostri uffici sono a disposizione per ulteriori chiarimenti in caso di necessità di utilizzo delle tabelle ministeriali da parte delle imprese.

costi manodopera edile messina 01-2018

Avviso 3.1.1.3 – Investimenti per le imprese. Definiti i termini per le prenotazioni

logo po fesr 2014-2020E’ disponibile sul portale agevolazioni della Regione Sicilia (http://portaleagevolazioni.regione.sicilia.it/sigadipWebPublic/selezioneBandoController.htm) tutta la documentazione relativa all’Avviso 3.1.1_3 - “Aiuti alle imprese esistenti. Procedura valutativa a sportello, Regolamento n.1407/2013 “De Minimis”.

L’avviso, prevede le modalità per l’ottenimento di un’agevolazione finalizzata alla realizzazione di progetti di investimento  in “de minimis” per le imprese esistenti attraverso incentivi diretti finalizzati all’acquisizione di attivi materiali e immateriali.

Le prenotazioni delle domande, pena l’inammissibilità, dovranno essere effettuate avvalendosi del Portale delle agevolazioni reso disponibile all’indirizzo: http://portaleagevolazioni.regione.sicilia.it  esclusivamente a partire dalle ore 14.00 del 27/03/2018 fino alle ore 13.59.59 del 06/04/2018, secondo quanto stabilito dal DDG 249/3S del 22/02/2018. La prenotazione darà luogo al rilascio di un ticket che consentirà di presentare l’istanza.

L’investimento dovrà essere realizzato e localizzato nel territorio regionale siciliano.

La dotazione finanziaria è pari a euro 30.000.000,00.

Gli investimenti potranno essere finalizzati a: ridurre gli impatti ambientali, supportare l’adozione delle tecnologie chiave abilitanti nei processi produttivi coerentemente con la Strategia Regionale dell’Innovazione per la Specializzazione Intelligente; ampliare la gamma di prodotti e servizi offerti focalizzandosi su quelli meno esposti alla concorrenza internazionale; adottare nuovi modelli di produzione o modelli imprenditoriali innovativi; orientare la produzione verso segmenti di più alta qualità; adottare nuovi modelli organizzativi, di gestione e controllo, ad esempio quelli previsti dal decreto legislativo n. 231/2001; attivare relazioni stabili con altre aziende; migliorare i tempi di risposta e di soddisfacimento delle esigenze dei clienti; migliorare la sicurezza delle imprese.

Possono presentare domanda le PMI (le Micro e Piccole Imprese devono essere costituite da almeno 5 anni o se costituite da meno di 5 anni devono avere distribuito utili), in forma singola o associata in RTI/ATS/Consorzio/Rete di imprese, esercitanti un’attività identificata come prevalente, rientrante in uno dei seguenti codici ATECO ISTAT 2007:

B- Estrazione di minerali da cave e miniere;

C-Attività manifatturiere;

D- Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata;

E-Fornitura di acqua, reti fognarie, gestione dei rifiuti e risanamento;

F-Costruzioni;

G-Commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli;

H-Trasporto e magazzinaggio;

I-Attività dei servizi di alloggio e ristorazione;

J-Servizi di informazione e comunicazione;

M-Attività professionali, scientifiche e tecniche;

N-Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese;

Q-Sanità e assistenza sociale;

R-Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento;

S-Altre attività di servizi, con esclusione dei codici 94 e 96.09.03

In caso di imprese associate, sono richiesti anche i codici ATECO delle singole imprese che aderiscono. Le Reti – soggetto d’imprese e i Consorzi applicano la disciplina di impresa e, pertanto, devono essere già costituiti al momento della presentazione della domanda.

Il richiedente deve possedere, alla data di presentazione della domanda, i requisiti indicati al punto 2.2 dell’avviso tra cui la capacità economico-finanziaria in relazione al progetto da realizzare.

Il costo totale ammissibile del progetto non deve essere inferiore a 30.000 euro e superiore a 250.000 euro.

Gli aiuti sono concessi nella forma di contributi in conto capitale fino a una misura massima pari al 75% della spesa ritenuta ammissibile.

Il contributo non è cumulabile con altri finanziamenti pubblici, nazionali, regionali o comunitari, per le stesse spese ammissibili.

I progetti dovranno concludersi entro 12 mesi dalla data del decreto di approvazione della convenzione.

Le spese ammissibili a contributo sono le seguenti: opere edili di ristrutturazione su edifici già esistenti nella misura massima del 40% del progetto ammesso, impianti, macchinari, attrezzature, software, servizi e-commerce, servizi di consulenza e di sostegno all’innovazione (tali servizi non sono continuativi o periodici ed esulano dai costi di esercizio ordinari d’impresa connessi ad attività regolari quali la consulenza fiscale, la consulenza legale e la pubblicità).

Detrazioni per lavori condominiali: entro il 28 febbraio la comunicazioni degli amministratori.

bonus-ristrutturazione-casaIn scadenza al 28 febbraio prossimo il termine per la trasmissione, da parte degli amministratori di condominio, dei dati inerenti gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica effettuati su parti comuni condominiali, per le spese sostenute nel 2017.
Tale comunicazione va fatta in attuazione degli obblighi previsti dal DM 1° dicembre 2016. A tal proposito, l’Amministrazione finanziaria con il  Provvedimento n.30383 del 6 febbraio 2018 ha fissato le specifiche tecniche per la trasmissione dei dati relativi alla suddetta comunicazione.
Si ricorda che, il Decreto del MEF sopra citato, all’art. 2, ha previsto l’obbligo di trasmissione all’Agenzia delle Entrate, da parte degli amministratori di condominio, di una comunicazione contenente i dati relativi alle spese sostenute nell’anno precedente dal condominio, con riferimento agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e riqualificazione energetica su parti comuni condominiali, nonché l’acquisto di mobili ed elettrodomestici destinati ad arredare tali spazi.
Tale comunicazione, necessaria ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, deve essere inviata entro il 28 febbraio di ciascun anno e deve indicare le quote di spesa imputate ad ogni singolo condomino.
Il recente Provvedimento del 6 febbraio 2018 ha fissato le specifiche tecniche relative alle modalità di compilazione della comunicazione (da effettuarsi tramite il servizio telematico Entratel o Fisconline[1]), introducendo alcune novità rispetto allo scorso anno[2].
In merito alla tipologia delle comunicazioni, (negli Allegati al Provvedimento), viene precisato, tra l’altro, che vi sono tre tipologie di invii:
  • comunicazione ordinaria: con cui si inviano i dati richiesti dall’amministrazione finanziaria, relativi al periodo di riferimento indicato;
  • comunicazione sostitutiva: con cui si sostituisce completamente una comunicazione ordinaria o sostitutiva precedentemente inviata e acquisita con esito positivo dal sistema. A tal proposito l’Agenzia ricorda che con questo tipo di comunicazione viene effettuata una sostituzione integrale dei dati precedentemente comunicati;
  • annullamento: con cui si annulla una comunicazione ordinaria o sostitutiva precedentemente trasmessa.
Per quanto riguarda la compilazione della comunicazione contenente i dati relativi agli interventi su parti comuni del condominio, viene precisato che le spese riportate in dichiarazione,e che si riferiscono all’unità immobiliare, includono anche quelle sostenute per le pertinenze. In tal caso nella comunicazione non vanno riportati i dati identificativi delle pertinenze.
A proposito della cessione del credito da “Ecobonus e Sismabonus condomini”[3], la comunicazione di quest’anno prevede due sezioni dedicate alle ipotesi in cui, nel corso del 2017, uno o più condomini abbiano ceduto il credito corrispondente alla detrazione d’imposta. In queste sezioni andranno indicati i dati del cessionario (nome, cognome o denominazione e codice fiscale del cessionario) l’importo del credito ceduto e l’accettazione del credito ceduto.
Si ricorda, inoltre, che il mancato invio di tali comunicazioni da parte dell’amministratore[4] rende inefficace la cessione del credito.


[1] Gli enti possono avvalersi anche degli intermediari abilitati (D.P.R. n. 322/1998, articolo 3, commi 2-bis e 3).
[2] Cfr. Ance “Detrazioni fiscali per lavori condominiali – Il Provvedimento dell’AdE” – circolare ance 06-02-2017 detrazioni lavori condominiali
[3] Cfr. Ance “Sismabonus e Ecobonus – Guida operativa alla cessione del credito” – Guida operativa cessione credito ecobonus e sismabonus luglio 2017.
[4] Cfr. I Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate n. 108572 dell’8 giugno 2017 per il “Sismabonus condomini” ed il n. 165110 del 28 agosto 2017 per l’ “Ecobonus condomini”. Sul punto, anche ANCE “Sismabonus e Ecobonus – Provvedimenti AdE sulla cessione del credito d’imposta” – circolare ance 09-06-2017 cessione credito imposta ID N. 28911 e “Ecobonus condomini – Le nuove regole della cessione del credito” – circolare ance 29-08-2017 regole cessione credito imposta.

Emanate le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni

ministero-delle-infrastrutture-e-dei-trasportiÈ stato pubblicato sul Supplemento Ordinario n° 8 alla Gazzetta Ufficiale n° 42 del 20 febbraio 2018 il decreto del Ministro delle infrastrutture del 17 gennaio 2018 “Aggiornamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni”.

Le nuove norme tecniche, che vanno ad aggiornare quelle del 14 gennaio 2008, entrano in vigore il 22 marzo prossimo, 30 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, con alcune eccezioni previste dalle disposizioni transitorie di cui all’art. 2 del decreto stesso.

È previsto, infatti, che per le opere pubbliche o di pubblica utilità in corso di esecuzione, si possono continuare ad applicare le norme previgenti fino al termine lavori ed al collaudo statico degli stessi, nel caso di contratti pubblici di lavori già affidati, nonché per i progetti definitivi o esecutivi già affidati prima dell’entrata in vigore delle nuove Norme tecniche delle costruzioni.

Per le opere private, si possono continuare ad applicare le norme previgenti fino all’ultimazione dei lavori ed al collaudo statico degli stessi, nel caso di opere strutturali in corso di esecuzione o per le quali sia già stato depositato il progetto esecutivo prima dell’entrata in vigore delle nuove NTC.

Le principali novità contenute nell’aggiornamento delle NTC

L’ottica di rivisitazione è stata improntata a chiarire alcune parti delle norme del 2008, ad aggiornare i riferimenti alle più recenti edizioni delle norme Uni/En, a dare una maggiore integrazione con la normativa comunitaria e con gli Eurocodici che costituiscono lo standard europeo per la progettazione delle strutture, a fornire maggiori indicazioni, in termini di verifiche progettuali da svolgere, per gli elementi secondari e per quelli non strutturali, a puntare ad aumentare la sicurezza delle costruzioni esistenti.

Proprio su tale aspetto, al capitolo 8, le nuove NTC introducono una importante novità soprattutto sul tema del “miglioramento sismico” degli edifici esistenti, prevedendo per questi edifici dei livelli di sicurezza più bassi rispetto a quelli dei nuovi edifici, accettando un miglioramento che arrivi almeno al 60% del valore di sicurezza che compete ad un nuovo edificio, nel caso costruzioni di Classe d’uso III ad uso scolastico e di Classe d’uso IV (Costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche importanti). Per Classi d’uso II e III (ad esclusione delle scuole di cui sopra), gli interventi di miglioramento dovranno comunque conseguire un valore di sicurezza almeno pari al 10% di quello previsto per le nuove costruzioni.

Anche nel caso di interventi di “adeguamento sismico” le nuove NTC apportano novità prevedendo, per alcune situazioni, che il coefficiente di sicurezza da conseguire post intervento non sia pari a quello che avrebbe una nuova costruzione ma che raggiunga almeno l’80% di tale valore.

Le novità apportate alla normativa sono importanti. In pratica c’è stato un cambio di impostazione rispetto alle precedenti norme, accettando che per le costruzioni esistenti su cui si interviene si possano richiedere livelli di sicurezza minori di quelli richiesti alle nuove costruzioni.

Anche il Capitolo 11, Materiali e prodotti per uso strutturale, presenta importanti novità legate agli aggiornamenti dei riferimenti in merito alla marcatura CE dei prodotti da costruzione in base al Regolamento UE n. 305/2011.

Per quanto riguarda il calcestruzzo, è stata aggiunta la parte relativa al calcestruzzo fibrorinforzato (FRC) per la realizzazione di elementi strutturali.

Dopo l’emanazione del decreto, si attendono altri due documenti tecnici necessari ad una corretta e completa applicazione della normativa: la circolare applicativa con le Istruzioni sulle NTC 2018 e le Appendici nazionali agli Eurocodici 2018.

A fronte di un quadro normativo così aggiornato, risulta indispensabile aggiornare la parte regolamentare contenuta nel DPR 380 del 2001, non più in linea con le necessità di velocizzazione e di certezza dei tempi di autorizzazione per le costruzioni in zona sismica.

Decreto norme tecniche costruzioni 17-01-2018

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EeMAP (Energy Efficiency Mortgage Action Plan) Mutui per efficenza energetica

EeMAP-logoLa European Mortgage Federation sta sviluppando un “mutuo efficiente dal punto di vista energetico”, che consentirebbe una correlazione tra il miglioramento dell’efficienza e la minore probabilità di insolvenza dei mutuatari.

Si basa sull’iniziativa EeMAP (Energy Efficiency Mortgage Action Plan).

L’iniziativa EeMAP ha per obiettivo di creare dei mutui standard per incentivare, attraverso tassi di interesse agevolati, le ristrutturazioni volte a migliorare l’efficienza energetica degli edifici o l’acquisto di alloggi già efficienti dal punto di vista energetico.

Il meccanismo si basa su due presupposti: il miglioramento dell’efficienza energetica dell’immobile ha un impatto positivo sul valore della proprietà; i beneficiari del mutuo hanno una minore probabilità di insolvenza in quanto il consumatore ha un maggior reddito disponibile, derivante dal risparmio ottenuto sulle bollette energetiche.

Consultazioni pubbliche Commissione UE su argomenti di interesse del settore costruzioni

logo commissione ueConsultazioni pubbliche sui futuri programmi finanziari dell’UE

La Commissione europea ha lanciato una serie di consultazioni pubbliche, in vista della pubblicazione, nella prossima primavera, delle proposte relative ai futuri programmi finanziari nell’ambito del quadro finanziario pluriennale post-2020, il bilancio dell’UE che dovrebbe coprire il periodo 2021-2027.

Le proposte della Commissione saranno concepite con l’obiettivo di consentire all’UE di concentrarsi su un numero limitato di settori prioritari, in cui il suo intervento può risultare più efficace rispetto all’azione dei singoli Stati membri.

Le consultazioni pubbliche coprono l’intero spettro dei futuri finanziamenti dell’UE nei seguenti settori: coesione (fondi strutturali); infrastrutture strategiche; investimenti, ricerca e innovazione, PMI e mercato unico; migrazione; sicurezza; valori e mobilità.

La data di scadenza per rispondere alle consultazioni è l’8 marzo 2018.

Si forniscono di seguito i link per accedere ai questionari online relativi alle consultazioni di interesse del settore delle costruzioni:

Consultazione pubblica sui Fondi dell’UE nel settore della coesione;

Consultazione pubblica sui Fondi dell’UE nel settore delle infrastrutture strategiche;

Consultazione pubblica sui Fondi dell’UE nel settore relativo a investimenti, ricerca e innovazione, PMI e mercato unico

Consultazione pubblica sulle regole dell’UE per i prodotti utilizzati nella costruzione di edifici e nelle opere infrastrutturali

E’ in corso, da parte della Commissione, la valutazione di un’eventuale iniziativa dell’UE volta a modificare il Regolamento (UE) n. 305/2011 che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione (CPR).

Lo scopo del regolamento è quello di migliorare il funzionamento del mercato unico per i prodotti utilizzati nelle costruzioni. A tal fine, il regolamento prevede norme per valutare la prestazione dei prodotti da costruzione e comunicare i risultati della valutazione, mediante un linguaggio tecnico comune (norme europee armonizzate e documenti europei di valutazione) da utilizzare in tutta l’UE. I prodotti da costruzione conformi alle norme del CPR recano la marcatura CE. I paesi dell’UE sono liberi di stabilire norme per la progettazione e la sicurezza degli edifici e delle opere infrastrutturali, a condizione di utilizzare a tal fine il linguaggio tecnico comune del CPR per i prodotti con la marcatura CE. Lo scopo è quello di garantire la disponibilità di informazioni affidabili e comparabili sulle prestazioni dei prodotti da costruzione di fabbricanti di paesi diversi, in modo da evitare l’esclusione dai mercati nazionali di alcuni prodotti perché le loro prestazioni sono state analizzate in un altro paese.

Per rispondere alla consultazione compilare il questionario online entro il 16 aprile 2018.

Consultazione pubblica sulla definizione di PMI

La definizione di PMI fornita nella raccomandazione 2003/361/CE è lo strumento per individuare le imprese autorizzate a ricevere un trattamento preferenziale in termini di sostegno pubblico. E’ uno strumento ampiamente utilizzato in politiche dell’UE quali quelle sulla concorrenza (aiuti di Stato), i fondi strutturali e la ricerca e l’innovazione. La definizione di PMI è anche determinante per accedere ad alcune esenzioni amministrative e a tariffe ridotte. La Commissione sta attualmente preparando una valutazione e un’eventuale revisione di alcuni aspetti della definizione di PMI.

La consultazione pubblica permetterà alle parti interessate di esporre le loro osservazioni tramite la compilazione del questionario online entro il 6 maggio 2018.

Efficienza energetica degli edifici: a breve l’approvazione della direttiva

parlamento ue 2Il Parlamento europeo e il Consiglio UE hanno raggiungo un accordo politico sulla proposta di modifica della direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia.

La ratifica dell’accordo è previsto nelle prossime settimane.

Una volta adottata formalmente, la direttiva sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’UE e entrerà in vigore venti giorni dopo.

Il periodo di recepimento da parte degli Stati membri sarà di 20 mesi.

La nuova direttiva aggiorna le norme esistenti sulla base dei recenti sviluppi tecnologici. Il nuovo quadro semplificato riguarderà la velocità, la qualità e l’efficacia della ristrutturazione edilizia, in vista dell’obiettivo a lungo termine della transizione verso la decarbonizzazione degli edifici.

Gli Stati membri dovranno ora definire strategie di ristrutturazione a lungo termine per concentrare gli investimenti nella ristrutturazione edilizia sulla realizzazione di un parco immobiliare decarbonizzato, ad alta efficienza energetica, entro il 2050.

Dovranno inoltre prestare particolare attenzione alle PMI, concentrarsi sugli edifici meno performanti, sugli interventi con maggiore efficacia rispetto ai costi sostenuti e ridurre il rischio percepito delle operazioni di efficienza energetica per gli investitori.

Una delle principali novità del nuovo testo europeo è la promozione della elettromobilità, attraverso requisiti minimi per gli edifici con più di dieci posti auto per l’installazione di punti di ricarica per i veicoli elettrici. Nei nuovi edifici non residenziali e negli edifici non residenziali sottoposti a importanti lavori di ristrutturazione sarà prevista l’installazione di almeno un punto di ricarica e di infrastrutture di canalizzazione per l’installazione successiva di punti di ricarica per veicoli elettrici in almeno un posto auto su cinque. Gli Stati membri stabiliranno i requisiti per l’installazione di un numero minimo di punti di ricarica in tutti gli edifici non residenziali con più di venti posti auto entro il 2025.

La Commissione svilupperà, entro il 31 dicembre 2019, un indicatore della preparazione all’edilizia intelligente, a carattere volontario, per valutare la capacità degli edifici di adeguare il loro funzionamento alle esigenze degli occupanti.

La nuova direttiva farà chiarezza in merito alla creazione delle banche dati sul rendimento energetico, cui gli Stati membri possono ricorrere su base volontaria. La raccolta dei dati interesserà almeno gli edifici pubblici per i quali è stato rilasciato un attestato di prestazione energetica. Le ispezioni degli impianti di riscaldamento e di condizionamento d’aria saranno semplificate e sarà competenza degli Stati membri definire le opportune misure di ispezione e la frequenza delle ispezioni.