Attività

Fondimpresa Avviso n. 4/2017 – Incremento delle risorse e proroga dei termini

Copertina avviso 4-2017 FondimpresaIl Cda di Fondimpresa ha diramato una nota contenente le deliberazioni adottate il 14 marzo scorso in ordine all’Avviso n. 4/2017 sulla competitività delle aziende.

Con riferimento all’ambito II – Settoriale, di reti e di filiere produttive, prima scadenza, è stato stabilito l’incremento dell’ammontare delle risorse stanziate, a valere sulle risorse del Conto di Sistema, di ulteriori euro 15.047.916,73;

Riguardo all’ambito II – Settoriale, di reti e di filiere produttive e all’ambito I – Territoriale, seconda scadenza, è stata decisa la proroga dei termini per la presentazione delle relative domande di finanziamento che, a pena di inammissibilità, dovranno pervenire:

  • per l’ambito II – Settoriale, di reti e di filiere produttive, a decorrere dalle ore 9.00 del 7 maggio 2018 fino alle ore 13.00 del 4 giugno 2018;
  • per l’ambito I – Territoriale, a decorrere dalle ore 9.00 dell’11 giugno 2018 fino alle ore 13.00 del 1° luglio 2018.

In allegato, la nota di Fondimpresa

Nota fondimpresa avviso 4-2017

Verso una strategia digitale inclusiva per il settore delle costruzioni

slide convegno bim ueSi è svolto il 22 febbraio, nel quadro dell’iniziativa “EU Industry Day 2018” il seminario sulla digitalizzazione del settore delle costruzioni dal titolo “Construction – towards an inclusive digital strategy”.

L’evento ha visto la partecipazione della Commissione europea e della filiera del settore delle costruzioni, tra cui la FIEC. Secondo lo studio McKinsey “Reinventing Construction: a Route to higher Productivity”, il settore delle costruzioni presenta uno dei più alti gap di produttività tra i settori industriali.

La Commissione Europea, che ha lanciato l’iniziativa sulla digitalizzazione dell’industria europea, ritiene non più prorogabile un intervento per colmare tale gap.

Secondo la Commissione, la digitalizzazione del settore delle costruzioni porterebbe infatti ad un aumento della produttività del 50-60% rispetto ai livelli attuali.

Il settore delle costruzioni è, inoltre, ritenuto fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di molte politiche europee, quali la lotta al cambiamento climatico, l’economia circolare, l’efficienza energetica, la gestione efficiente delle risorse naturali. Il costo di costruzione e la qualità dei lavori hanno un impatto importante sulla qualità della vita dei cittadini.

La digitalizzazione del settore, tramite il BIM (Building information modelling), e le altre tecnologie, quali la robotica, i droni, la realtà aumentata, la stampa in 3D, le immagini via satellite, l’Internet of things, i materiali smart, comportano un nuovo modello di organizzazione e di business. Un impulso all’utilizzo delle nuove tecnologie può essere dato dagli appalti pubblici e la Commissione stimolerà molto gli Stati membri in questo senso.

La Commissione sta anche lavorando a uno studio con delle raccomandazioni per supportare la digitalizzazione delle PMI e alla standardizzazione del BIM in Europa. Il 26 luglio sarà, inoltre, lanciato un bando con un budget di 1 milione di euro per la definizione dell’architettura di riferimento di una piattaforma digitale europea per il settore delle costruzioni che dovrebbe, nella futura programmazione finanziaria dell’Ue, beneficiare di maggiori risorse finanziare per la sua realizzazione. La Commissione europea ha invitato i partner industriali presenti a costituire un partenariato per la partecipazione al bando. La Commissione attribuisce una grande importanza alla costituzione di piattaforme digitali, fondamentali per raggruppare tutte le esperienze nazionali a livello europeo, e per costituire “porte d’accesso a mercati sfaccettati che generano valore consentendo le interazioni tra diversi gruppi di soggetti economici”.

Per questo continuerà a supportare la collaborazione degli stakeholder del settore. In questo senso, la FIEC e gli attori della filiera hanno diffuso un comunicato stampa ( CECE_PR_22-02-2018_Digital_Construction_Seminar ) per sottolineare che sono pronti a raccogliere la sfida del digitale.

Ance: ecco il Manifesto politico della filiera per rilanciare il settore

lavoro-cantiere-costruzioni-casa-edilizia-edileMettere le costruzioni al centro delle politiche per la crescita significa creare occupazione, recuperando i 600 mila posti di lavoro persi negli anni di crisi, e accelerare la ripresa economica. A chiederlo sono le sigle datoriali della filiera delle costruzioni insieme ai professionisti e alle società di ingegneria che hanno firmato il Manifesto per le elezioni politiche del 2018.

Ance, Legacoop produzione e servizi, Anaepa Confartigianato edilizia, Cna Costruzioni, Fiae Casartigiani, Claai, Aniem, Confapi Aniem, Oice e al Consiglio nazionale degli ingegneri, hanno stilato un elenco di priorità e di interventi necessari per ridare slancio a un settore in grado di far crescere l’Italia di un mezzo punto percentuale in più all’anno.

Dieci i temi strategici che la politica deve affrontare per far ripartire il settore. Si parte dal rilancio delle infrastrutture, con l’eliminazione di tutti gli ostacoli che bloccano la trasformazione degli stanziamenti in cantieri con un focus sui tanti, troppi oneri burocratici che impediscono alle imprese di operare. Forte, poi è l’appello a rivedere il Codice degli appalti, che dopo quasi due anni dall’entrata in vigore non è riuscito a imprimere il tanto atteso cambio di passo e sembra anzi aver tradito lo spirito della legge delega frenando un settore che era già in grandi difficoltà a causa della crisi del mercato.

Un ampio capitolo è dedicato anche al tema della sostenibilità, dell’economia circolare e della rigenerazione urbana, considerate le vere sfide per il futuro del Paese. Diversi sono, in particolare, gli interventi necessari per favorire il recupero delle aree degradate e incentivare la riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano, ormai vecchio e insicuro. Obiettivo, quest’ultimo che può essere raggiunto solo attraverso un uso intelligente della leva fiscale.

Centrale anche il tema del lavoro, il cui costo per l’edilizia è più alto di tutti gli altri settori industriali a parità di prestazioni, e quello della sicurezza dei lavoratori nei cantieri. Quello che la filiera chiede è di dare avvio a una vera e propria politica industriale di settore con misure che favoriscano l’accesso al credito delle imprese di costruzione, qualifichino gli operatori e consentano al settore di innovarsi sfruttando al meglio i nuovi strumenti messi in campo. Non senza un richiamo al rispetto della legalità, che deve avvenire nei fatti e non solo sulla carta.

“Se il Paese vuole veramente tornare a crescere e si vuole creare occupazione sul territorio in modo stabile la politica e chi sarà chiamato a governare nei prossimi anni ci deve ascoltare e tradurre in provvedimenti operativi le nostre proposte”, conclude il presidente dell’Ance, Gabriele Buia.

La sicurezza nelle forniture di calcestruzzo

CALCESTRUZZO-estateIl Convegno dal titolo “La sicurezza nelle forniture di calcestruzzo”, tenutosi presso l’Ance il 24 novembre 2017 ha messo in evidenza come sia fondamentale, durante le operazioni di fornitura di calcestruzzo, definire precise procedure tra impresa e fornitore finalizzate alla reciproca informazione e coordinamento circa i rischi connessi all’attività.
Il Ministero del lavoro, che ha partecipato ai lavori, ha evidenziato come non vi sia obbligo di redazione del Piano operativo della sicurezza (POS) da parte delle imprese fornitrici di calcestruzzo laddove la fornitura avvenga senza un coinvolgimento attivo del proprio personale.
Si allegano gli atti del convegno.

Vai al video del convegno

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LA SICUREZZA NELLE FORNITURE DI CLS IN CANTIERE

IL FUTURO DELL’EDILIZIA A MESSINA: PIANO INFRASTRUTTURE 2017-2020 – Il resoconto

20170513_103235La costituzione di una cabina di monitoraggio, composta da associazioni imprenditoriali, ordini professionali ed enti locali, con la stretta collaborazione degli uffici regionali, per verificare l’esecutività dei progetti già ammessi a finanziamento. Questo è uno degli impegni scaturiti dal convegno dibattito “IL FUTURO DELL’EDILIZIA… PIANI DI SVILUPPO INFRASTRUTTURALE. MESSINA 2017-2020”, svoltosi il 13 maggio 2017, al Palacultura “Antonello da Messina” su iniziativa delle organizzazioni imprenditoriali provinciali dell’edilizia del comparto industria (ANCE) e degli artigiani (CNA,CLAAI, SADACASA).

Con questo risultato, si intende superare, in uno spirito di collaborazione e di sinergia tra forze sociali, politiche ed amministrative del territorio, uno dei problemi più grossi nel percorso che porta dalla programmazione alla realizzazione ed all’utilizzo per la collettività di tutta quella grande mole di investimenti per infrastrutture spesso rimasti solo sulla carta o nel libro dei sogni, per poi entrare a far parte della lunga lista delle opere incompiute.

La mancanza di progetti esecutivi non dipende solo da una scarsa competenza degli uffici tecnici negli enti pubblici destinatari dell’intervento, ma entrano in gioco una serie di problematiche connesse alle norme legislative in continua evoluzione e modificate troppo spesso nel corso degli ultimi 25 anni, che costringono i tecnici comunali o degli altri rami dell’amministrazione locale a rincorrere le nuove procedure, senza poter davvero rinnovare il proprio parco progetti e renderlo al passo con tutti i passaggi richiesti dalle leggi per arrivare al timbro “esecutivo”, che apre la porta all’emissione del decreto di finanziamento ed all’avvio dei cantieri.

L’incontro, svoltosi nella mattinata di sabato 13 maggio in una delle sale del Palazzo della Cultura di Viale Boccetta, ha visto la partecipazione di tantissimi imprenditori, tra cui il Presidente di Ance Catania Giuseppe Piana, ma anche di professionisti ed alcuni esponenti politici, interessati a comprendere cosa blocchi, realmente, il processo di realizzazione concreta di una opera pubblica e, quindi, quali potrebbero essere, verosimilmente, le infrastrutture realizzabili in Sicilia e nell’area metropolitana di Messina, nel breve periodo e fino al 2020.

20170513_124151Dopo l’introduzione affidata alla giornalista Rosaria Brancato, moderatrice dell’evento, ed i saluti del Presidente dell’Ance Messina Giuseppe Ricciardello, spazio alla relazione sui temi del convegno, esposta dal Presidente del CNA Costruzioni Messina Luca Calabrese, prima dell’intervento dell’ing. prof. Donato Carlea, provveditore alle Opere Pubbliche di Sicilia e Calabria, che ha valorizzato l’importanza dell’ente da lui diretto nelle fasi cruciali di realizzazione in alcuni rilevanti interventi infrastrutturali in ambito nazionale, interagendo con tutti gli attori istituzionali coinvolti in una opera pubblica, che hanno bisogno dell’assistenza e della funzione sussidiaria svolta dal Provveditorato, ma anche rivendicando gli interventi svolti come stazione appaltante, in ultimo lo stanziamento di 15 milioni di euro per la realizzazione di 14 caserme dei Carabinieri in Aspromonte, con una valenza supplementare di ordine sociale. “L’unico modo per uscire da questa situazione di crisi” – ha affermato il provveditore- “è quello che io chiamo il progetto esecutivo perfetto. Solo così superiamo le lungaggini che finora si sono registrate in un processo troppo farraginoso e nel quale si annida la corruzione.

Il parterre politico presente ha fatto sentire la propria voce con l’opinione del deputato nazionale on. Vincenzo Garofalo, da sempre attento ed interessato alle dinamiche legate allo sviluppo infrastrutturale, e dell’on. Beppe Picciolo, uno dei più attivi rappresentanti messinesi all’interno dell’Ars.

L’on. Picciolo si è soffermato sulle inefficienze delle strutture tecniche comunali, citando come esempio le grosse difficoltà riscontrate nella realizzazione pratica dell’inventario nazionale dei progetti di opere pubbliche per la Difesa del Suolo, il cosiddetto progetto ReNDis , impostato per analizzare il rapporto tra i fondi stanziati ed il numero di progetti realizzati e cantierabili, fornendo così un supporto sia alla fase di programmazione che di avvio dei lavori di difesa del suolo. In questo frangente, l’on. Picciolo si è reso conto direttamente delle problematiche incontrate dai Comuni sul nostro territorio per poter far diventare davvero esecutivo un progetto. Interessanti anche le cifre trasmesse all’uditorio dall’Assessore al Territorio ed Ambiente Maurizio Croce, riguardanti la situazione attuale degli interventi sul dissesto idrogeologico in Sicilia, con 249 progetti finanziabili, tra i quali 71 sono esecutivi, 91 definitivi e 87 preliminari, definendo la previsione di renderne cantierabili 110 nel 2017, 52 nel 2018 e 87 nel 2019.

L’on. Garofalo ha, invece, trattato il tema delle criticità legate alla programmazione da parte degli enti locali che dovrebbero migliorare l’approccio a questa fase, mentre tutto il settore delle opere pubbliche avrebbe l’esigenza di puntare maggiormente sulla qualificazione della progettazione, delle imprese e delle procedure di assegnazione delle gare, senza considerare il ribasso come unico elemento valido di aggiudicazione, ma dando maggior peso agli elementi che valorizzano la struttura e gli investimenti delle aziende partecipanti. Uno sbocco importante per il rilancio del settore edile, a giudizio dell’on. Garofalo, è sicuramente quello della riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico e privato esistente, sia sul piano del risparmio energetico, che su quello della prevenzione sismica.

Il dott. Antonino Genovesi, componente il nucleo di valutazione degli investimenti pubblici della Regione Sicilia, stretto collaboratore del Dirigente Generale del Dipartimento Programmazione regionale Vincenzo Falgares, ha invece esposto in modo chiaro e sintetico il quadro delle risorse della Politica di Coesione in Sicilia e nel territorio di Messina, con particolare attenzione  per il settore delle costruzioni, scindendo le diverse voci contenute nei programmi operativi e nei Patti per la Regione e per le aree metropolitane, fino ad arrivare ai complessivi 835 milioni di euro disponibili nell’Area Metropolitana di Messina all’interno dei diversi settori di intervento, solo all’interno del Patto per la Sicilia e del Patto per Messina.

Il prof. Guido Signorino, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale di Messina, ha posto l’accento sulle scelte politiche che hanno indirizzato gli interventi della Giunta Comunale nell’ambito degli strumenti di programmazione, mettendo in evidenza che, nel prossimo triennio, potranno essere cantierabili opere per circa 250 milioni di euro, tra cui una attenzione particolare è stata riservata alla tutela dal rischio idrogeologico e dell’ambiente, oltre che al recupero del patrimonio immobiliare in chiave antisismica e ambientale. Importante è stata anche la disponibilità manifestata pubblicamente dal prof. Signorino a nome dell’amministrazione comunale di Messina, per la costituzione di un tavolo insieme ad imprese, professionisti e tecnici del settore per monitorare lo stato dei progetti già esistenti e interloquire in modo costruttivo con le strutture regionali, elaborando le soluzioni per rendere esecutivi il maggior numero possibile di progetti. Infine, Signorino ha reso noto che si sta perfezionando, proprio in questi giorni, la stipula di una convenzione con il Commissario Delegato al rischio idrogeologico regionale, dott. Maurizio Croce per accelerare le procedure di avvio degli interventi legati al rischio idrogeologico compresi nel Patto per Messina, riducendo drasticamente a una decina di giorni i termini di avvio dei lavori.

Molto interessanti anche gli spunti forniti dal dott. Fulvio Bellomo, dirigente generale del Dipartimento Infrastrutture della Regione, il quale è partito dalle cifre fornite, in avvio di convegno, sul trend negativo degli appalti in Sicilia, definendolo patologico in rapporto al momento di passaggio tra la vecchia e la nuova programmazione di tutti i fondi nei quali è coinvolto l’apparato regionale, affermando che, dopo un momento di stallo, la macchina dei finanziamenti si sta rimettendo in moto. Il Dipartimento del quale è responsabile Bellomo ha competenze su tre settori fondamentali: le strade principali e secondarie, la portualità e la riqualificazione urbana. Per quanto riguarda le strade provinciali, sono stati resi disponibili 90 milioni di euro per la provincia di Messina, con la novità di una quota riservata al finanziamento delle progettazioni, mentre per le opere portuali.

Bellomo ha poi precisato che l’iter di finanziamento del progetto di completamento del Porto di Tremestieri, attende solo le comunicazioni sulle fonti finanziarie da parte di Autorità Portuale di Messina e Provveditorato Opere Pubbliche, prima di essere sbloccato nella sua totalità. Nello stesso ambito, hanno la loro rilevanza anche gli 11 milioni per la ristrutturazione dei porti nelle isole minori, tra i quali 5 milioni di euro sono destinati a Lipari, Vulcano e Stromboli. Riguardo poi alla riqualificazione urbana nei piccoli comuni siciliani, sono disponibili 241 milioni di euro per 300 progetti, con decreti di finanziamento pronti per 85 milioni di euro. In conclusione del suo intervento, il dott. Bellomo ha fatto un accenno alla legge sul risanamento di Messina, della quale ancora non si conosce il destino finale, per poi affermare che, al momento attuale, le opere che possono essere avviate ragionevolmente, entro il 2017, di competenza del suo dipartimento, ammontano a circa 80 milioni di euro per la riqualificazione urbana, 19 milioni di euro per le strade provinciali, 50 milioni di euro per le manutenzioni del Consorzio Autostrade Siciliane e 25 milioni di euro per le strade Anas in Sicilia.

L’iniziativa è proseguita con il dibattito aperto agli interventi dei presenti, dal presidente dell’Ordine degli Architetti di Messina Giovanni Lazzari, del dirigente responsabile dell’Urega di Messina Giovanni Franciò, del rappresentante di Cittadinanza Attiva Enzo Colavecchio, del presidente di Capitale Messina Pino Falzea, dell’on. Nino Beninati, che, pur da posizioni diverse riguardo alle ragioni del blocco delle opere pubbliche, hanno dato la massima disponibilità ad interagire con le Associazioni degli imprenditori edili organizzatrici del convegno per fare fronte comune e contribuire al superamento della pesantissima crisi del settore.

In conclusione, il Presidente di Ance Messina Giuseppe Ricciardello ha considerato molto positiva l’iniziativa realizzata insieme ai colleghi artigiani messinesi, soprattutto perché ha prodotto l’impegno da parte degli amministratori del comune capoluogo, dei professionisti e tecnici del settore, dei dirigenti presenti appartenenti alla macchina burocratica regionale e degli esponenti politici intervenuti, a monitorare i progetti esistenti presso i comuni dell’area metropolitana di Messina, fornendo tutte le competenze e l’assistenza necessaria a superare le criticità che impediscono di utilizzare in tempi ragionevolmente brevi tutte le risorse inserite all’interno degli strumenti di programmazione.

IL FUTURO DELL’EDILIZIA A MESSINA: PIANO INFRASTRUTTURE 2017-2020 – Palacultura Messina 13-05-2017 ore 9.30 -

immagine redazionale tempostretto“Fare fronte comune per combattere la crisi”: questa potrebbe essere la parola d’ordine per definire lo spirito con il quale l’Ance Messina, insieme alle associazioni degli artigiani edili messinesi CNA, CLAAI e SADACASA, hanno organizzato il convegno-dibattito “Il FUTURO DELL’EDILIZIA… PIANI DI SVILUPPO INFRASTRUTTURALE. MESSINA 2017-2020”, che si terrà sabato 13 maggio, a partire dalle 9,30, nella sala congressi al primo piano del Palacultura “Antonello da Messina”.

La carenza di infrastrutture significa condannare larghe porzioni della cittadinanza a dover affrontare, in qualunque attività della propria vita o del proprio lavoro, un gap difficile da recuperare nei confronti con altre aree del nostro Paese o del resto del mondo, in un mercato concorrenziale sempre più globale. Ma non costruire strade, acquedotti, fognature, edifici moderni e funzionali, ferrovie, opere di tutela e salvaguardia dai disastri idrogeologici, oppure non riqualificare e non rendere sicuro o recuperare il patrimonio immobiliare esistente, costituisce un colpo mortale per tutti quegli operai, artigiani, imprenditori, impegnati, direttamente o nell’indotto, nel comparto edile, tradizionalmente volano dell’economia e percepito, da ormai troppi anni, in maniera totalmente distorta dall’opinione pubblica, specialmente in Italia. Un mercato asfittico per ragioni profonde che non risiedono solo nella carenza di risorse finanziarie da destinare agli investimenti, ma da una serie di problematiche che incidono su ogni fase del processo decisionale e gestionale di una opera pubblica, dalla sua progettazione al suo collaudo e fruizione. Le imprese edili assistono, come il resto dell’opinione pubblica, agli annunci di grandi piani di programmazione, con miliardi di euro destinati alla realizzazione di lavori importanti per la collettività, ma le cifre delle opere pubbliche restano sempre più drammatiche per il settore.

Gli ultimi dati relativi agli appalti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana sono semplicemente agghiaccianti: nel 2007 le gare erano 1.238, l’anno passato sono state 96, con gli importi messi a disposizione crollati da circa 1,3 miliardi di euro a poco più di 142 milioni. Un calo dell’88,79% degli apporti finanziari e del 92,25% degli avvisi pubblici, che viene riequilibrato in parte da quelle tipologie di lavori non pubblicate sulla GURS, ma, comunque, rappresenta un segnale abbastanza netto della vera e propria mannaia abbattutasi sull’edilizia nella nostra Regione. Passando, poi, alla realtà messinese, i numeri sulla forza lavoro dichiarata dalle imprese iscritte alla Cassa Edile della provincia ratificano questo trend apocalittico:  dai quasi 14.000 operai del 2008 si è passati ai circa 7.800 attuali, con un – 45% che significa ben 6.219 famiglie senza la possibilità di un salario, cui si aggiungono le 832 imprese mancanti all’appello nel medesimo periodo. Il numero più impressionante è però il calo di ben il  55 % delle ore lavorate, perché definisce in modo abbastanza chiaro la diminuzione del peso del comparto.

Ecco il motivo per il quale le imprese edili messinesi attendono con ansia di sapere come ed in che tempi saranno realizzate le opere e gli interventi già previsti ed individuati sul territorio dal Patto per Messina (circa 778 milioni di euro), dal Patto per la Sicilia (circa 850 milioni di euro) e da tutti gli altri quadri di programmazione previsti in ambito comunitario, nazionale e regionale.

Per questo, ANCE, CNA, CLAAI e SADACASA hanno messo in cantiere questa iniziativa pubblica, invitando tutti i sindaci ed i responsabili tecnici dei Comuni dell’Area Metropolitana di Messina, le imprese edili della provincia, gli ordini professionali, le organizzazioni sindacali di categoria, i rappresentanti delle altre associazioni imprenditoriali ed artigiane, le forze sociali e produttive, la deputazione regionale e nazionale eletta nel territorio, i cittadini, a partecipare per ascoltare i relatori, ma anche per intervenire durante il dibattito che seguirà la prima parte dell’evento.

Il programma prevede l’inizio dei lavori alle 9,30, con i saluti del Presidente dell’Ance Messina Giuseppe Ricciardello e del Presidente del CNA Costruzioni Sicilia Luca Calabrese, a nome anche delle altre sigle organizzatrici del convegno (CLAAI e SADACASA).

Seguiranno gli interventi dei seguenti relatori, introdotti e moderati dalla giornalista Rosaria Brancato, che tratteranno contenuti inerenti alle loro competenze o ruoli istituzionali in rapporto al tema del convegno:

  • Prof. Donato Carlea – Provveditore alle Opere Pubbliche Sicilia e Calabria -
  • Antonino Genovesi – Nucleo di valutazione per gli investimenti pubblici della Regione Siciliana
  • Sergio De Cola – Assessore Lavori Pubblici e Politiche del Territorio Comune Messina -
  • Maurizio Croce – Assessore Regionale Territorio ed Ambiente
  • Giovanni Pistorio – Assessore Regionale Infrastrutture e Trasporti

Al termine delle relazioni, vi sarà uno spazio interamente dedicato agli invitati presenti, i quali potranno prendere la parola, interloquendo con i relatori e dando vita al dibattito che costituirà un importante momento di confronto sulle problematiche dei piani di intervento infrastrutturali nel nostro territorio.

L’auspicio delle Associazioni organizzatrici dell’evento è che, da questa giornata di lavoro, scaturisca un quadro più chiaro delle opportunità concrete di investimento realizzabili nell’area metropolitana di Messina da oggi al 2020, ed anche un impegno, da parte delle componenti locali politiche, amministrative e sociali, per operare nell’interesse dello sviluppo del territorio, partendo dalla ripresa del comparto delle costruzioni.

PROGRAMMA CONVEGNO PALACULTURA 13-05-2017

Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni – Luglio 2016

immagine impianto depurazione

Presentato il 6 luglio, presso la sede dell’Ance Nazionale, l’Osservatorio Congiunturale sull’industria delle costruzioni.
Lo studio è stato illustrato dal Presidente dell’Ance, Claudio De Albertis, dal Vicepresidente Rudy Girardi e dal Responsabile del Centro Studi Ance, Flavio Monosilio.
Il 2015 è stato l’ottavo anno di crisi per il settore delle costruzioni. Una crisi che ha dimezzato i livelli produttivi dei principali comparti e indebolito gravemente il tessuto industriale del settore. Il 2016 ed anche il 2017 si presentano ancora carichi di incertezza per le potenzialità di ripresa e per il rischio del perdurare di una crisi senza precedenti.
Alla conferenza stampa sono intervenuti autorevoli analisti dell’economia e del settore, Lorenzo Bellicini del Cresme, Luca Dondi di Nomisma, Luca Paolazzi del Centro Studi di Confindustria e Francesco Zollino di Banca d’Italia, che hanno offerto il loro punto di vista sulle prospettive di sviluppo del settore.

Fondimpresa: Pubblicato Avviso Competitività

Pagine da FONDIMPRESA Avviso_competitivit_1-2016Fondimpresa ha pubblicato l’Avviso n. 1/2016 (Allegati), con il quale vengono stanziati complessivamente 72 milioni di euro, suddivisi su due scadenze (36 milioni di euro per ciascuna scadenza), per il finanziamento di piani formativi in tema di competitività: qualificazione dei processi produttivi e dei prodotti, innovazione dell’organizzazione, digitalizzazione dei processi aziendali, commercio elettronico, contratti di rete, internazionalizzazione.
I piani formativi, da presentare “a sportello” con valutazione in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande, potranno interessare solo uno dei seguenti Ambiti:
1) territoriale, esclusivamente in una regione o provincia autonoma collocata all’interno delle Macro Aree Nord, Centro, Sud e Isole, riportate nella tabella;

2) settoriale, di reti e di filiere produttive, su base multi regionale. Il Piano deve coinvolgere imprese appartenenti ad almeno due regioni o province autonome e la quota minima di aziende appartenenti alla regione o provincia autonoma meno coinvolta deve essere almeno pari al 30% del totale delle imprese partecipanti al Piano; tale percentuale è richiesta anche in caso di Piano che coinvolga imprese appartenenti a più di due regioni o province autonome;

3) ad iniziativa aziendale, riguardante i piani presentati da Soggetti Proponenti costituiti esclusivamente da imprese già aderenti beneficiarie della formazione per i propri dipendenti (almeno cinque aziende nella compagine proponente), anche su base multi regionale. Le imprese proponenti e beneficiarie devono appartenere o essere direttamente collegate (come subfornitrici) ad un gruppo societario oppure far parte di un distretto industriale o di una rete di imprese già costituita.

Per ciascun Ambito sono previste due scadenze per la presentazione delle istanze:

AMBITI DELL’AVVISO Ambito I – Territoriale Regioni e province autonome della Macro Area A- NORD: Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trento, Bolzano.
Regioni della Macro Area B – CENTRO: Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Marche, Abruzzo, Molise.
Regioni della Macro Area C – SUD e ISOLE: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna
1a Scadenza: dalle ore 9 del 22 novembre 2016 fino alle ore 13 del 22 dicembre 2016

2a Scadenza: dalle ore 9 dell’11 maggio 2017 fino alle ore 13 del 12 giugno 2017

Ambito II – Settoriale, di reti e di filiere produttive, su base multi regionale
1a Scadenza: dalle ore 9 del 21 ottobre 2016 fino alle ore 13 del 21 novembre 2016
2a Scadenza: dalle ore 9 del 10 aprile 2017 fino alle ore 13 del 10 maggio 2017
AMBITO III – AD INIZIATIVA AZIENDALE, anche su base multi regionale
1a Scadenza: dalle ore 9 del 20 settembre 2016 fino alle ore 13 del 20 ottobre 2016
2a Scadenza: dalle ore 9 del 7 marzo 2017 fino alle ore 13 del 7 aprile 2017
A pena di esclusione dalla procedura, le domande di finanziamento dovranno essere presentate, all’indirizzo di posta elettronica certificata presentazione@avviso.fondimpresa.it, esclusivamente dai seguenti soggetti (singolarmente o in Associazione temporanea già costituita o da costituire o Consorzio già costituito o da costituire):
imprese beneficiarie dell’attività di formazione oggetto del piano per i propri dipendenti, aderenti a Fondimpresa alla data di presentazione della domanda di finanziamento e già registrate sull’«Area Associati» del sito web www.fondimpresa.it;
enti già iscritti, alla data di presentazione della domanda, nell’Elenco dei Soggetti qualificati da Fondimpresa per la categoria I dell’art. 5.2 del “Regolamento istitutivo del sistema di qualificazione dei Soggetti Proponenti”, nel limite della classe di importo e dell’ambito territoriale di iscrizione che deve comprendere tutte le regioni a cui appartengono le aziende beneficiarie del piano. Sono esclusi gli operatori oggetto di sospensione o revoca della qualificazione prima dell’approvazione della domanda di finanziamento.

FONDIMPRESA Avviso_competitivit_1-2016