Autore archivio: Davide Mangiapane

Missione Ance “Italy, Serbia & Montenegro” – Belgrado 29-30 maggio 2018: dossier per le imprese

Dossier imprese serbia montenegroHa riscontrato grande successo la missione dell’Ance a Belgrado il 29-30 maggio u.s., organizzata in collaborazione con l’Ice-Agenzia, l’Ambasciata d’Italia, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero dello Sviluppo Economico, e con la partecipazione dell’Oice, dell’Anie e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane,alla quale hanno partecipato più di 100 enti italiani e serbi di cui 50 aziende italiane di costruzione e di ingegneria tra le più qualificate.
A Belgrado, le aziende italiane hanno potuto approfondire le opportunità di lavoro e di investimento nel settore dei trasporti, dell’ambiente, delle infrastrutture ospedaliere, delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, esaminare le possibili collaborazioni con aziende serbe e montenegrine, ed al contempo approfondire le partnership già esistenti.
L’area dei Balcani è fortemente strategica e di estremo interesse per le imprese di costruzioni italiane, in particolare per le PMI.
Nel 2016, le imprese italiane hanno sottoscritto contratti del valore di oltre 420 milioni di euro, la metà dei quali localizzati in Serbia e Montenegro. Le imprese di costruzione italiane possono dare un contributo importante all’Agenda per la connettività dei Balcani occidentali, in quanto fortemente interessate a condividere la loro esperienza nei Balcani, offrendo know-how, alti standard di sicurezza, tecnologie avanzate e qualità dell’opera realizzata.
Sono intervenute alcune aziende associate all’Ance che hanno reso una testimonianza sulla loro esperienza nei due Paesi.
I lavori si sono conclusi con la partecipazione dei rappresentanti degli Organismi finanziari internazionali (Unione europea, Banca Europea per gli Investimenti, Banca Mondiale) e delle principali banche italiane presenti in Serbia, quali Banca Intesa ed UniCredit.
All’iniziativa seguiranno nei prossimi mesi, azioni di follow-up, volte ad approfondire le opportunità di partnership con le imprese serbe e montenegrine.
In allegato il dossier relativo alla missione Ance (resoconto, programma, aziende partecipanti e le presentazioni istituzionali effettuate durante la missione).

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Tabella manodopera edile provincia di Messina luglio 2018

foto operai 3A seguito del rinnovo del CCNL edili, siglato lo scorso 18 luglio 2018, sono stati introdotti, dal 1 luglio corrente anno, i nuovi minimi di paga base e stipendi.

Pertanto, l’allegata tabella dei costi della manodopera edile, elaborata ai fini statistici dalla nostra Associazione Territoriale, riporta le relative variazioni.

Ricordiamo che:

- Decreto Legislativo 12/04/2006 art. 86 Co.3-bis. Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dell’anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente indicato e risultare congruo rispetto all’entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture. Ai fini del presente comma il costo del lavoro è determinato periodicamente, in apposite tabelle, dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sulla base dei valori economici previsti dalla contrattazione collettiva stipulata dai sindacati comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali. In mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro è determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione.

- l’articolo 23, comma 16, del Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50 stabilisce che, per i contratti relativi a lavori, servizi e forniture, il costo del lavoro è determinato annualmente, in apposite tabelle, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale tra le organizzazioni sindacali e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali.

Si rileva che il costo del lavoro determinato ai sensi del decreto medesimo è suscettibile di oscillazioni in relazione a benefici (contributivi, fiscali o di altra natura) di cui l’impresa usufruisce ai sensi delle disposizioni vigenti e ad oneri derivanti da interventi relativi a infrastrutture, attrezzature, macchinari e altre misure connesse all’attuazione delle previsioni di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni.

L’ultimo decreto ministeriale, pubblicato il 3 aprile 2017, riporta il costo del lavoro rilevato a maggio 2016.

I nostri uffici sono a disposizione per ulteriori chiarimenti in caso di necessità di utilizzo delle tabelle ministeriali da parte delle imprese.

tabella costi manodopera Messina luglio 2018

Manifesto sulla digitalizzazione del settore delle costruzioni

Copertina_The_European_Construction_Industry_Manifesto_on_Digitalisation_A4La FIEC, insieme ad altre associazioni europee della filiera del settore delle costruzioni, ha pubblicato il Construction Industry Manifesto on Digitalisation. Il manifesto chiede una forte leadership dell’UE sulla digitalizzazione, un quadro normativo appropriato e di destinare risorse, nel quadro dei programmi finanziari 2021-2027 alle competenze digitali, alla ricerca e sviluppo e all’infrastruttura IT. Evidenzia inoltre che “la digitalizzazione non è un obiettivo in sé ma un mezzo per attuare le priorità dell’Unione europea ed è determinante per fornire abitazioni economiche e infrastrutture di qualità superiore a un ritmo più veloce”.

2018-06-12_The_European_Construction_Industry_Manifesto_on_Digitalisation_A4

IVA, No della Commissione all’Italia ad applicare il “reverse charge” per le forniture ai consorzi da parte dei loro membri

agenda_urbana_europeaIl 21 giugno è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’UE la comunicazione della Commissione al Consiglio con la quale la Commissione si oppone all’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile alla cessione di beni e alla prestazione di servizi ai consorzi da parte dei consorziati.

L’Italia, come previsto dalla direttiva IVA 2006/112/CE, aveva chiesto, a luglio 2016, di poter introdurre una misura di deroga all’articolo 193 che la autorizzasse ad applicare il suddetto meccanismo di inversione contabile nel caso in cui ai pagamenti dell’amministrazione appaltante fatti al consorzio fosse applicato lo “split payment”.

L’entrata in vigore della misura, contenuta nella legge di Stabilità del 2016, era subordinata al via libera di Bruxelles e quindi non è mai avvenuta. Tale misura era fortemente voluta dall’ANCE che, proprio con riferimento all’applicabilità dello “split payment” in presenza di strutture consortili, aveva intrapreso le più opportune iniziative presso le competenti sedi, volte ad ottenere l’operatività dell’equivalente meccanismo del “reverse charge” nei rapporti di fatturazione interna tra consorzio ed imprese consorziate.

Secondo la Commissione, invece, “dal momento che il Governo Italiano non ha dimostrato la necessità della misura di deroga al fine di evitare le frodi o semplificare le procedure per i soggetti passivi e/o per le amministrazioni fiscali a norma dell’articolo 395 della direttiva IVA, la richiesta non soddisfa le condizioni di cui al suddetto articolo”.