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Produzione nelle costruzioni positiva a settembre, ma non si inverte il segno negativo

immagine redazionale tempostrettoL’indice Istat della produzione nelle costruzioni, corretto per gli effetti di calendario, evidenzia a settembre 2017, un aumento del 2,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Il risultato positivo di settembre, tuttavia, è insufficiente ad invertire il segno dei primi nove mesi dell’anno. Infatti, complessivamente l’indice manifesta ancora un lieve calo dello 0,1% rispetto al periodo gennaio – settembre 2016.
In allegato è disponibile il report del Centro Studi Ance

Testo Unico edilizia della Sicilia: Stop della Corte Costituzionale

corte-costituzionaleLe Regioni ad autonomia speciale anche se hanno, secondo i loro rispettivi statuti, competenza esclusiva nella materia urbanistica, non possono prevedere norme differenti rispetto a quella statale per la disciplina dell’accertamento di conformità edilizia ossia della possibilità di presentare un permesso per sanare delle opere realizzate in assenza o in difformità del titolo edilizio.
Ad affermarlo è la Corte Costituzionale che, con la sentenza dell’8 novembre 2017, n. 232, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di alcune disposizioni contenute nella Legge regionale del 10 agosto 2016, n. 16 con la quale la Sicilia ha recepito il Dpr 380/2001 (TU edilizia).
Tra le norme censurate vi è quella con cui la Regione Sicilia, nel recepire l’articolo 36 del Dpr 380/2001 in materia di accertamento di conformità, aveva stabilito:
-          la possibilità di ottenere il permesso di costruire in sanatoria se l’intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente solo al momento della presentazione (e non anche al tempo di realizzazione dell’opera come prescritto a livello statale);
-          l’introduzione di un meccanismo di silenzio-assenso ai fini del rilascio del permesso in sanatoria (anziché come previsto dalla norma statale la formazione del silenzio-rigetto in caso di mancato pronunciamento da parte del comune entro 60 giorni).
Entrambe le norme contenute nell’articolo 14, commi 1 e 3, della legge regionale della Sicilia sono illegittime in quanto la Corte Costituzionale, aderendo ad alcuni principi già espressi, ha espressamente stabilito che “ pur riconoscendo che la disciplina dell’accertamento di conformità attiene al governo del territorio, va comunque precisato che spetta al legislatore statale la scelta sull’an, sul quando e sul quantum della sanatoria, potendo il legislatore regionale intervenire solo per quanto riguarda l’articolazione e la specificazione di tali disposizioni (sentenza n. 233 del 2015). Quanto alle Regioni ad autonomia speciale, ove nei rispettivi statuti si prevedano competenze legislative di tipo primario, si è puntualizzato che esse devono, in ogni caso, rispettare il limite della materia penale e di «quanto è immediatamente riferibile ai principi di questo intervento eccezionale di grande riforma», come nel caso del titolo abilitativo edilizio in sanatoria (sentenza n. 196 del 2004)” (…)Né alcun rilievo assume la presunta coerenza delle disposizioni impugnate con gli approdi di una parte della giurisprudenza amministrativa (sulla cosiddetta sanatoria giurisprudenziale), peraltro contraddetta da orientamenti consolidati, espressi anche di recente (Consiglio di Stato, sez. sesta, n. 3194 del 2016), «perché un suo eventuale riconoscimento normativo non potrebbe che provenire dal legislatore statale» (Corte cost., sentenza n. 233 del 2015)”
Tra le altre norme contenute nella LR 16/2016 dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale si segnalano anche:
-          l’articolo 3, comma 2 lettera f) che consentiva di realizzare senza alcun titolo abilitativo e  senza prevedere la previa verifica inerente la  Valutazione di Impatto Ambientale (VIA),  tutti gli impianti ad energia rinnovabile di cui agli articoli 5 e 6 del d.lgs. 28/2011. Tale norma regionale “esula dalle competenze legislative attribuite alla Regione dallo Statuto speciale e contrasta con la normativa statale in materia di tutela dell’ambiente, in violazione dell’articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione”;
-          l’art. 16, nella parte in cui, al comma 1, consentiva l’inizio dei lavori edilizi nelle località sismiche senza la necessità della previa autorizzazione scritta, prescritta dall’art. 94 del DPR 380/01.La disposizione regionale impugnata eccede le competenze regionali e si pone in contrasto con un principio fondamentale posto dal legislatore statale nella materia della «protezione civile», di cui all’art. 117, terzo comma, Cost.
In allegato la sentenza della Corte Costituzionale dell’8 novembre 2017, n. 232

Contrasto alla criminalità negli appalti: Siglato nuovo accordo tra Anac e DNA

LOGO ANACPubblicato dall’Anac il protocollo dì intesa tra il Presidente Cantone ed il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Roberti,  siglato il 13 novembre u.s. e relativo ai rapporti di collaborazione tra l’Autorità Nazionale Anticorruzione e la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.
Il suddetto protocollo di intesa è volto a migliorare il coordinamento nell’azione di contrasto dei fenomeni di corruzione negli appalti pubblici e di illegalità nella pubblica Amministrazione, che costituisce una delle aree più esposte al rischio di infiltrazioni criminali ed in particolare delle organizzazioni mafiose.
In base all’accordo, siglato anche alla luce delle nuove previsioni stabilite dal Codice antimafia, la DNA potrà accedere alle informazioni disponibili presso il Casellario delle Imprese e la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici, gestite dall’ANAC, per svolgere approfondimenti sugli operatori economici vincitori di appalti e accertare eventuali collegamenti con organizzazione mafiose.
L’ANAC, da parte sua, inoltrerà periodicamente alla DNA le informazioni rilevanti in suo possesso, comprese le comunicazioni ricevute dalle Procure della Repubblica attinenti inchieste per reati di corruzione e gli operatori economici segnalati dalle Direzioni distrettuali antimafia che non risultano aver denunciato richieste estorsive all’autorità giudiziaria.
Si allega il testo del Protocollo

Programma straordinario periferie: a che punto siamo

piano-periferieSi aggiunge un ulteriore tassello all’attuazione del Programma straordinario periferie, previsto dalla Legge 208/2015 “Legge di stabilità 2016” (con proposte da presentare entro il 29 agosto 2016): è stata pubblicata (Gazzetta Ufficiale n. 265 del 13 novembre 2017) la Delibera n. 72 del 7 agosto 2017 con cui il CIPE ha provveduto a rideterminare l’ammontare delle risorse stanziate a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020 (da 798,17 milioni/€ a 761,32 milioni/€) e ad articolarle anno per anno (260 milioni/€ per il 2017, 247 milioni/€ per il 2018 e 254,32 per il 2019).
Si ricorda che l’ammontare dei fondi richiesti a seguito delle proposte di Città metropolitane e Comuni capoluogo di Provincia è stato pari a circa 2 miliardi/€ e per garantire il completo finanziamento di tutti i 120 progetti in graduatoria – accanto alle risorse dell’apposito Fondo per l’attuazione del Programma pari a 500 milioni/€ con cui sono stati finanziati i primi 24 progetti della graduatoria – il Governo nella Legge di bilancio 2017 (Legge 232/2016) aveva previsto l’utilizzo di:
  • 800 milioni/€ a carico del “maxi-Fondo” per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia (art. 1, comma 140) assegnati con il Dpcm 29 maggio 2017 (vedi News Ance n. 29158 del 28 giugno 2017 Programma straordinario periferie: completato il finanziamento dei progetti in graduatoria);
  • 798,17 milioni/€ a carico del Fondo per lo sviluppo e la coesione (art. 1, comma 141), ora rideterminati dalla Delibera CIPE 72/2017 in 761,32 milioni/€, di cui 603,90 milioni/€ a copertura del fabbisogno finanziario residuo per gli interventi di riqualificazione di Città metropolitane e Comuni del Mezzogiorno e 157,42 milioni/€ a favore di enti locali del centro-nord e sempre per il fabbisogno finanziario non coperto dagli altri fondi.
Per quanto riguarda i primi 24 progetti, le convenzioni fra Presidenza del Consiglio e Città metropolitane/Comuni sono state stipulate fra febbraio e marzo scorso ed ora è in corso l’esame dei progetti definitivi ed esecutivi da parte della Segreteria tecnica, costituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Per la stipula delle convenzioni dei restanti 96 progetti sarà comunque necessario attendere la pubblicazione di un ulteriore Dpcm, previsto dal Dpcm 29 maggio 2017, con cui verranno individuati, secondo l’ordine di priorità definito dalla graduatoria dei progetti, gli enti locali beneficiari delle risorse del maxi-Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese e assegnati a ciascuno di essi i relativi contributi. I progetti non rientranti in questo Dpcm saranno finanziati con le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione, come rideterminate dalla Delibera CIPE 72/2017 sopra ricordata.
In allegato la Delibera CIPE 72 del 7 agosto 2017

Adattamento al cambiamento climatico e riduzioni del rischio da catastrofi naturali in Europa

copertina climate changeL’Agenzia europea per l’Ambiente ha pubblicato un rapporto dal titolo  “Climate change adaptation and disaster risk reduction in Europe”.

L’obiettivo è di contribuire a migliorare la coerenza tra le strategie nazionali e regionali, i piani e le azioni che riguardano l’adattamento ai cambiamenti climatici e quelli che riguardano la riduzione del rischio da catastrofi naturali.

Secondo lo studio, le perdite registrate in Europa a causa dei disastri legati ai cambiamenti climatici e ai fenomeni meteorologici ammontano a 433 miliardi di euro nel periodo 1980-2015.

Una sistematica raccolta e un’analisi dei dati sui disastri del passato e validi metodi di valutazione dei rischi sono considerati di estrema importanza per la messa in campo di efficaci politiche e azioni di prevenzione e di adattamento.

Climate change adaptation and disaster risk reduction in Europe parte 1

Climate change adaptation and disaster risk reduction in Europe parte 2

La salute e sicurezza nell’utilizzo delle macchine da cantiere – Progetto europeo -

copertina protocollo intesaFIEC (Federazione dell’Industria europea delle Costruzioni), EFBWW (i sindacati europei delle costruzioni) e CECE (l’Associazione europea dei produttori di macchine per costruzioni) hanno portato a termine un progetto sull’utilizzo in sicurezza delle macchine da cantiere, realizzato con il sostegno della Commissione europea.

Nella scheda riassuntiva del progetto sono illustrati gli elementi importanti per la gestione del cantiere e la qualificazione del personale.

Ogni professione, ogni attività e ogni situazione di lavoro è specifica e prevede interazioni concrete tra persone, materiali, ambiente e macchine. Oltre a garantire elevati standard ergonomici e di sicurezza per i materiali e le macchine da costruzione, sono indispensabili anche una buona organizzazione del cantiere e una buona qualificazione del personale interessato.

Il lavoro comune ha portato alla firma di un protocollo d’intesa da parte delle tre organizzazioni. Il protocollo riflette il punto di vista comune di CECE, FETBB e FIEC sugli aspetti relativi alla salute e alla sicurezza nella progettazione delle macchine per costruzioni.

organizzazione cantiere e formazione progetto fiec

protocollo intesa

Guida Inail – Riduzione rischio attività di scavo

Layout 1Il grande interesse suscitato dalla prima edizione della pubblicazione “Riduzione del rischio nelle attività di scavo” ha spinto gli autori a predisporre un aggiornamento, anche alla luce del mutato quadro normativa.
Nella nuova edizione gli autori si propongono di mettere a disposizione di datori di lavoro, responsabili dei servizi di prevenzione e protezione, responsabili tecnici, committenti e addetti ai lavori in generale, uno strumento di semplice e pratica consultazione che possa essere di ausilio per prevenire e ridurre i rischi connessi a questa particolare attività.
Dopo una disamina delle principali caratteristiche dei terreni, dei problemi di instabilità, dei fattori organizzativi e ambiental i, delle possibili dinamiche infortunistiche, vengono riportate pratiche soluzioni organizzative e istruzioni tecniche. Inoltre, al fine di forn ire indicazioni più esaustive sulle misure di prevenzione e protezione da realizzare, sono riportati due nuovi capitoli riguardanti aspetti importanti e spesso sottovalutati, quali la sicurezza del cantiere stradale e i rischi di natura elettrica nelle attività di scavo.
La pubblicazione è inoltre un esempio di come la gestione di attività peculiari e complesse, quali quelle di scavo, richieda un approccio interdisciplinare in grado di includere aspetti di natura tanto ingegneristica quanto geologica.
Come per l’edizione precedente, in appendice, viene riportato un riepilogo delle principali disposizioni legislative e normative riguardanti la sicurezza nelle attività di scavo.

libro inail riduzione rischio attività scavo

Prassi di riferimento UNl – Tecnologia di realizzazione delle infrastrutture interrate a basso impatto ambientale

copertina_pdr_26_1Le tecnologie trenchless, o “no-dig”, costituiscono una serie di sistemi e tecniche che permettono la posa, il risanamento e la sostituzione delle reti dei sottoservizi con un limitato o nullo ricorso agli scavi a cielo aperto.

Tali soluzioni hanno un elevato contenuto tecnologico e richiedono, pertanto, un alto livello di professionalità da parte di chi le adotta.
La nuova prassi di riferimento UNI/PdR 26:2017 inerente le tecnologie di realizzazione delle infrastrutture interrate a basso impatto ambientale fornisce linee guida per:
• sistemi per la localizzazione e mappatura delle infrastrutture nel sottosuolo,
• posa di tubazioni a spinta mediante perforazioni orizzontali,
• sistemi di perforazione guidata: Trivellazione Orizzontale Controllata (TOC).

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